La Sibilla della Torre dei Priori predica sciagura?

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Non è la prima volta che lo diciamo e anche i più increduli cominciano a crederci. All’interno dell’orologio della Torre dei Priori si cela una Sibilla (non cumana ma tutta viterbese) che attraverso il funzionamento del meccanismo, segnala ai cittadini le ore buone e quelle meno buone del Comune di Viterbo. Chi non ricorda la Sibilla Cumana e gli oracoli, rimasti famosi e passati alla storia, che distribuiva ai soldati che partivano per la guerra. Erano responsi di divinazione, che potevano essere letti in maniera diversa, a seconda delle pause che si davano al periodo, e che tradotte dal latino suonavano così: “Andrai non ritornerai, morirai in guerra”, oppure “Andrai ritornerai, non morirai in guerra”. La Sibilla nostrana grazie a Dio, non affronta problemi di vita o di morte, ma solo presagi di battaglie politiche. E noi, che abbiamo lunga e navigata esperienza di fatti cittadini, abbiamo individuato nell’orologio della Torre dei Priori la Sibilla Viterbese, che da secoli batte le ore belle e quelle meno belle del Comune di Viterbo. I suoi messaggi per avvertire i cittadini sull’andamento della gestione del Comune, li lancia in maniera neanche troppo criptata. Se va tutto bene, consente all’orologio di funzionare regolarmente, se invece ci sono problemi in vista, il meccanismo comincia a non essere più preciso e anche a fermarsi definitivamente. Sembra che questo orologio sia quasi un barometro della vita e dell’assemblea politica, sindaco in testa, che governa la città. Le previsioni sono così precise e quasi millimetriche, che sembra davvero che abbia virtù profetiche.

I precedenti della storia del Comune infatti, ci ricordano come prima che cominciassero le tempeste politiche per la giunta di Giancarlo Gabbianelli, il meccanismo si fermò e nessun orologiaio fosse in grado di ripararlo. Insomma quell’oracolo di blocco era un oracolo nero, ma così nero che c’era da aspettarsi solo sciagure. E una sciagura avvenne davvero, con le dimissioni del sindaco, il successivo commissariamento e  poi nuove elezioni. Nella tornata elettorale successiva, eletto  sindaco Giulio Marini, si trovò subito un orologiaio che finalmente capì il guasto, e riparò in quattro e quattro otto il meccanismo. Adesso sembra che l’orologio sia di nuovo malfunzionante, sia nel quadrante che guarda Piazza del Plebiscito, sia in quello che guarda Via Roma. Ecco che allora si spiega bene tutta la crisi in Comune con il sindaco Giovanni Arena che minaccia querele, e il Sen. Umberto Fusco che chiede l’azzeramento della Giunta.  Se il sindaco Arena fosse superstizioso, saprebbe che l’orologio che non funziona porta molto male, porta molta di quella sfortuna che a Napoli chiamano jella. Si dice che un orologio fermo in casa sia fonte di mancati guadagni e di mancati avanzamenti di carriera. Ma anche un orologio che funziona male crea problemi continui al suo proprietario. Ora l’orologio della Piazza del Plebiscito (che per i viterbesi è da sempre Piazza del Comune),  è legato strettamente alle sorti della vita politica della città e  se questo meccanismo si guasta e va male, il primo a pagarne le conseguenze è il primo cittadino, e cioè il sindaco Giovanni Arena. Giancarlo Gabbianelli che dovette dare le dimissioni da sindaco, proprio nel periodo in cui l’orologio del Comune si era fermato, e nessuno era in grado di ripararlo, ne sa qualche cosa. Perciò raccomandiamo al sindaco Arena, di dare subito diposizioni per procedere immediatamente alla riparazione: è l’unico sistema per limitare gli eventuali futuri danni. E visto che ci siamo facciamo riparare anche quello di Porta Fiorentina, quello di Piazza San Faustino, quello del Teatro Unione, e quello delle Scuole Rosse. A buon intenditor…

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