Guerre buone e guerre cattive. Sì al 25 aprile, no al 4 novembre

La sinistra vuole seppellire la festa della Vittoria e umiliare il patriottismo

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Il direttore di lamiacittanews.it Giovanni Masotti
Il Direttore Giovanni Masotti, foto di Erika Orsini

Due pesi e due misure. Adesso si discrimina anche la storia gloriosa e inviolabile della nostra Italia. Sintomo orribile e inqualificabile di faziosità e di disunione, questo ostentato dalla sinistra più trinariciuta. Già, amici miei, perché – qua e là, lungo la penisola percorsa dal Covid – molti Comuni hanno deciso di non festeggiare, e quindi di disconoscere, la Festa del IV novembre, celebrazione sacra della vittoria del patriottismo tricolore, che difese con successo bagnato da fiumi di sangue i confini del nostro paese dall’ assalto austro-ungarico. Una vergogna questa vigliacca “dimenticanza”, che vorrebbe seppellire nel dimenticatoio il sacrificio puro e spontaneo di decine di migliaia di giovani vite in uniforme. I signori della sinistra non scordano un momento di inzepparci di manifestazioni che commemorano la Liberazione del ’45 dai nazifascisti, ma si permettono di gettare alle ortiche uno dei picchi più alti della storia nazionale. Malgrado la loro cattiva fede, nelle coscienze giuste e oneste la “Grande Guerra”, le sue lacrime, i suoi sacrifici, i suoi morti non scompariranno mai. Viva l’ Italia tutta! Non solo l’ Italia della Resistenza e dei partigiani comunisti… E di “Bella ciao” cantata a sproposito.

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