“La situazione è abbastanza grave, non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito: la Fase-2 è molto deludente”

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Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena e imprenditore del settore turistico, torna a parlare della fase 2, questione particolarmente importante per il comune lacustre, dove il turismo estivo rappresenta un gettito fondamentale per l’intera zona.

“La situazione è abbastanza grave. Non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito. La Fase-2 è molto deludente – scrive Di Sorte – Intanto la task force sulla ripartenza economica andava fatta contestualmente al giorno del lockdown. Invece Colao è stato chiamato 10 giorni fa. E questo denota una enorme mancanza di programmazione.
Se una volta che chiudi tutto, non pensi a come ripartire, significa che della ripartenza non fai una priorità”.

“Le direttive della nuova fase sono ancora molto stringenti – prosegue il vicesindaco – I più penalizzati sono i settori produttivi del comparto turistico. Ai quali si chiede ancora un grande sacrificio”.

Facendo parte anche lui della categoria rappresentata da coloro che “vivono” di turismo, il vicesindaco precisa che il sacrificio sarebbe anche fattibile, ma specifica una serie di punti che il governo dovrebbe prendere immediatamente in considerazione:

a) gli aiuti economici per le p.iva di Marzo (600€) ancora devono arrivare;

b) gli aiuti economici per i lavoratori in CiG ancora devono arrivare;

c) l’immissione di liquidità fatta dallo Stato si basa su prestiti, agevolati sì, ma pur sempre prestiti che dovrai restituire;

d) locali chiusi, ma bollette in arrivo: energia, acqua e telefono su tutte. Per non parlare di affitti del suolo pubblico per chi è in concessione;

e) gli aiuti economici previsti per la chiusura (800€ maggio) sono oggettivamente ridicoli;

f) non c’è un piano strategico per la ripartenza dei settori produttivi.

“In tutta questa vicenda – ricorda poi il vicesindaco bolsenese – ce n’è un’altra, legata ai Comuni. Lo Stato ha promesso il “Salva Comuni”, senza il quale sarà impossibile ridurre la pressione fiscale (enti locali rischiano di fallire). Imu, Tasi, Tosap… se lo Stato non sblocca risorse utili, molti Municipi o lasceranno le tasse invariate, oppure dichiareranno il default”.

“Non è finita – continua – perché ci sono comunità, o intere Regioni, dove il fattore R0 è già realtà. Penso ad esempio alla Sardegna, isola chiusa al traffico aereo e navale.
Vi sembra normale che tutte le aziende turistiche debbano ripartire il 1 giugno come in Lombardia? Trattare l’Italia allo stesso modo è iniquo, una forma di egualitarismo che non ha senso”.

“Non è mia abitudine lagnarmi – conclude Di Sorte – ma il sentore è che il dato delle aziende chiuse nel primo trimestre 2020, rispetto all’anno precedente che conta 9000 p.iva in meno, sia solo la punta dell’iceberg”.

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