Dalla Tuscia a Civitavecchia

Non solo la Provincia: giunte a rischio, un contagio

Fibrillazioni e malumori interni alle coalizioni contagiano, trasversalmente, le amministrazioni locali dalla Tuscia a Civitavecchia

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palazzo provincia viterbo
Il Palazzo della Provincia di Viterbo

Sarà per il carnevale che impazza, sarà per quel sentore di primavera che fa ribollire i sensi… ma sembra che l’inquietudine stia diventando il denominatore comune che mina la serenità  dell’attività amministrativa di varie istituzioni locali.

Una sorta di contagio che colpisce, in maniera trasversale, i Palazzi guidati sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Malumori, fibrillazioni e mal di pancia i sintomi che sfociano in rimpasti, trasferimenti di deleghe, cambi di casacca e crisi, più o meno significative.

Come nel caso del comune di Ronciglione dove si è vissuta una crisi ‘lampo’. Dopo l’uscita dalla maggioranza di tre consiglieri, di cui due transitati nella Lega.

Per un brevissimo lasso di tempo è circolata l’ipotesi di dimissioni da parte del sindaco Mario Mengoni. Idea velocemente accantonata di fronte alla prospettiva di un commissariamento del Comune fino alla primavera del 2021.

A Montefiascone, per dare nuovo vigore all’esecutivo, il sindaco Massimo Paolini è ricorso a un ‘rimpastino’ affidando ulteriori deleghe a due assessori: Fabio Notazio e Paolo Manzi. Al primo, oltre a quelle di Cultura, Agricoltura e Rapporti con l’università, ha assegnato anche la delega al Turismo mentre al secondo quella della Protezione civile da sommare alle precedenti Commercio, Sviluppo e promozione del territorio, Sport, Sicurezza, Nuove tecnologie, Eventi e spettacolo.

Diversa e più complessa la situazione in Provincia. Le fibrillazioni, iniziate già a dicembre prima del rinnovo del Consiglio, sono andate rafforzandosi dopo l’esito elettorale che ha fatto registrare un pari e patta.

Consegnando al presidente un ente privo di una reale maggioranza, dato che il consigliere Valentini è ‘un battitore libero’ e non ascrivibile tout court al centrosinistra.

A pochi giorni dalle elezioni Nocchi, con la maggioranza di centrosinistra in scadenza, aveva approvato il bilancio di previsione.

Atto contro cui i sindaci-consiglieri provinciali di centrodestra hanno presentato ricorso al Tar.

E la battaglia tra le mura di Palazzo Gentili si infiamma ulteriormente. Con i 6 esponenti del centrodestra che tornano a chiedere a Nocchi di tirare le conseguenze e di dimettersi.

Se la Tuscia fibrilla, anche la vicina Civitavecchia non dorme sonni tranquilli.

Per una questione di rappresentatività in seno alla giunta – ma in ballo ci sarebbero anche le nomine alla Civitavecchia servizi pubblici – la maggioranza, composta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, lista civica La svolta e lista Tedesco, è in fibrillazione.

Sul tavolo l’ipotesi di un rimpasto o di un azzeramento totale delle deleghe. Il sindaco Ernesto Tedesco (in quota Lega) avrebbe preso in considerazione la necessità di un rimpasto ma, al di là delle pressioni, non intende farsi dettare le regole del gioco. I tempi e i modi li deciderà lui.

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