Tra direttive regionali che non arrivano e il 99% di prenotazioni disdette, cosa dobbiamo aspettarci per la stagione estiva?

“La stagione turistica al Lago rischia di non partire, la Regione dia risposte certe”

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La stagione estiva 2020 rischia di non decollare affatto nei Comuni intorno al Lago di Bolsena. Tra la crisi sanitaria e quella economica che investe imprenditori, ristoratori e proprietari di strutture ricettive, ad oggi si aspettano ancora direttive dalla Regione Lazio per capire se aprire oppure no.

Il vice sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte sottolinea come nei giorni scorsi, in occasione della riunione tra l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato Paolo Orneli e i rappresentanti dei Comuni del litorale si sia parlato solo di demanio marittimo, escludendo completamente le realtà del Lago. “L’assessore Orneli non ci ha contattato – spiega Di Sorte – la Regione sembra essersi del tutto disinteressata di conoscere la nostra situazione e tutti gli operatori della zona sono giustamente dispiaciuti. Ci siamo sentiti di ‘serie b’, anche se anche noi – come i rappresentanti dei balneari marittimi – abbiamo i nostri spazi con molta spiaggia libera, e poi il turismo sul lago dà un bel contributo dal punto di vista economico”.

Tra prospettive incerte e totale assenza di comunicazione da parte della Regione, per il vice sindaco di Bolsena appare ormai evidente che “la stagione turistica è un dramma. Tra incertezza e il 99% delle prenotazioni disdette, gli operatori non hanno chiaro se convenga aprire o no”, prosegue.Lago di Bolsena

C’è poi un altra realtà che sembra essere stata del tutto messa da parte: quella dei campeggi. “I campeggi sono una grande risorsa per l’economia turistica, e trattandosi di spazi aperti sono anche più sicuri in questa fase di emergenza – spiega Di Sorte – è stato un grande errore non parlarne, è vero che non si tratta di una questione solo regionale ma ci sono albergatori che ancora non sanno cosa fare”.

Per la prossima stagione Bolsena, intanto, dovrà a malincuore rinunciare a tutti gli eventi che caratterizzavano i mesi estivi. “Gli eventi sono tutti saltati – aggiunge Di Sorte – la Notte Bianca, il Corpus Domini, Santa Cristina, non si potrà fare nulla per evitare assembramenti di persone”.

“Oltre a ciò – continua il vice sindaco – mi preoccupa anche il tema della sostenibilità delle norme da rispettare riguardo alle attività. Se ad esempio dicessero che un ristoratore può lavorare con un terzo dei coperti, sarebbe sostenibile come soluzione?”.

Ma non finisce qua. “C’è anche il problema delle bollette, che continuano ad arrivare lo stesso ai gestori delle attività, oltre al tema dei controlli sulle spiagge, qualora arrivasse l’ok per la riapertura. Chi sarà a supervisionare le persone assicurandosi che le distanze di sicurezza vengano rispettare?”.

Tra tanti interrogativi ancora aperti, la cosa certa è che i tempi stringono e nei prossimi giorni sarà fondamentale per gli imprenditori ricevere direttive precise su come comportarsi. “Entro il 18 maggio ci aspettiamo qualcosa dalla Regione – conclude Di Sorte – altrimenti è tutto tempo perso, considerando che sui proprietari delle attività grava già il fatto di non aver avuto incassi per Pasqua e primo maggio”.

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