Cadono ufficialmente tutti i dogmi economici ed ideologici della Ue. Ed ora chi li sente i progressisti che per anni ci hanno raccontato una serie di fesserie?

La strana svolta “sovranista” dell’Unione Europea

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L’Unione Europea e l’euro, in questo 2020 segnato dalla pandemia, hanno perso terreno nell’immenso mondo del consenso popolare, per questo a Bruxelles stanno riflettendo su quali piani elaborare per tornare ad avere un po’ di credibilità.

Prima l’imbarazzante balletto sul Recovery Fund con i “Paesi frugali” di mano corta, poi il grande fallimento del Mes, bistrattato da tutti, ed infine le dichiarazioni sconcertanti di Yves Mersch sull’acquisto dei titoli di stato da parte della Bce. Tre ingredienti che hanno dato vita ad un mix quasi letale per l’immagine dell’Unione.

Eppure, alla faccia degli europeisti – che per anni ci hanno raccontato diverse fesserie – l’Unione ora sta preparando una strana, stranissima svolta sovranista. Potrebbe sembrarvi un ossimoro ma, ve lo assicuriamo, non c’è altro aggettivo politico per descrivere le nuove mosse che i burocrati stanno preparando per la fine dell’anno.

Difatti, tutte le nuove linee programmatiche che potrebbero diventare quelle sulle quali si poggerà l’eurozona si basano sui capisaldi del sovranismo. Molti di questi erano stati sponsorizzati in Italia dai due economisti di fiducia di Matteo Salvini, ovvero Alberto Bagnai e Claudio Borghi. Andiamo a vederne qualcuno.

Vi ricordate quando gli europeisti ci dicevano che il patto di stabilità era intoccabile, neanche fosse il Santo Graal? Bene, l’Ue sta pensando di sospenderlo. E che dire del famoso divieto agli aiuti di Stato, di cui abbiamo pagato lo scotto in tempi di lockdown? Anche quello per i nostri amici stellati era sacro, peccato che ora l’Ue stia pensando di sospendere anche quello.

Ma tenetevi forte perchè ora arriva il bello: da Bruxelles sarà autorizzato (finalmente) il debito pubblico. Ma come, ve li ricordate gli economisti improvvisati quando – ai tempi della manovra finanziaria del governo gialloverde – ci dicevano che sarebbe stato folle superare il vincolo del 3% tra deficit e Pil? Bene, dimenticate tutte le baggianate raccontate da questi signori perché finalmente anche il vincolo del 3% potrà essere superato. Ma qui dovremmo fare un discorso più ampio su quanto viene raccontato nelle Università di indirizzo da alcuni professori, che forse prima di sedersi in cattedra dovrebbero togliersi la maglietta del partito di appartenenza: per anni il debito pubblico è stato demonizzato, tacciando chi sosteneva che si potesse fare alla stregua di un ignorante e, sopratutto, di un incosciente. Ora finalmente questi soloni dell’economia da salotto saranno costretti a doversi rimangiare tutte le sciocchezze dette fino ad oggi.

L’altra grande novità è che, a quanto pare, il Mes (strumento che dissanguò la Grecia) sta per essere superato. Molti Stati membri non si fidano del Meccanismo, per questo si sta pensando ad un nuovo piano di acquisti Pepp, decisamente più pieghevole e che andrebbe a slegare l’acquisto dei titoli di Stato dalla quote di partecipazione al capitale comunitario. Il tutto permetterebbe ai Paesi in forte crisi come il nostro di risollevare le proprie sorti senza andarsi a mettere il cappio al collo chiedendo prestiti alla Bce. Su questo punto, però, i più maliziosi vedono la fregatura all’orizzonte: nell’ipotesi in cui dovessero cambiare i criteri d’acquisto delle obbligazioni, gli investitori si sentirebbero più insicuri sbrigandosi a cedere i titoli di stato (per esempio quelli italiani). Questo costringerebbe i Governi a dover tornare sui propri passi e ad accettare di accedere ai prestiti. Tale scenario è, ad oggi, totalmente imprevedibile, anche perché non si sa ancora con certezza se ci sarà nei prossimi mesi una recrudescenza del virus.

Comunque sia, la svolta “sovranista” dell’Ue non si ferma solo all’Economia. Nei giorni scorsi il presidente francese Emmanuel Macron ha aperto ad una riforma del trattato di Schengen al fine di stoppare l’immigrazione clandestina e l’imperversare dei terroristi islamici sul territorio del Vecchio Continente. E qui a piangere non sono solo gli europeisti ma anche gli immigrazionisti, quelli che tacciavano di razzismo chi osava asserire al fatto che sui barconi provenienti dall’Africa potessero nascondersi i terroristi.

Insomma, nei prossimi mesi ne vedremo sicuramente delle belle. Il famoso “sistema” sembra essere ad un passo dal cortocircuito. Peccato che siano tante lagne senza uno schianto, noi avremmo certamente preferito un bel colpo secco senza tanti piagnistei.

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