Alessandro Messina, affetto da sindrome di down, è sempre stato una mascotte per l'Arma ed il 7 dicembre è stato perquisito da un carabinieri perché indossava la divisa, donata proprio dall'Associazione Nazionale Carabinieri

La surreale vicenda che vede protagonista Alessandro, il ragazzo down che ama l’Arma dei carabinieri

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Alessandro Messina, è un ragazzo speciale, affetto da sindrome di Down che da sempre ha amato e sognato di entrare a far parte dell’Arma dei Carabinieri, persino a scuola andava vestito in divisa. Il 2 giugno 2015 – Festa della Repubblica italiana – ha marciato a Roma con la banda dei carabinieri.

Insomma, una vera mascotte per l’Arma, tutti conosco il grande Alessandro. Dopo la pubblicazione di un libro che tratta la storia commuovente del nostro ragazzo, anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una lettera per congratularsi della sua passione per l’Arma dei carabinieri.

Ecco perché quello che è successo al ragazzo è a dir poco surreale.

Il 7 dicembre scorso, Alessandro stava passeggiando nei pressi di Montecitorio e come sempre indossava la sua divisa, quando improvvisamente, un carabiniere – probabilmente l’unico a non conoscere la bellissima storia e la fedeltà del nostro Alessandro – si avvicina chiedendogli cosa ci facesse vestito in quel modo e chi gli avesse dato la suddetta divisa, sequestrandogliela immediatamente. Immaginate che grande delusione è stata per il ragazzo.

Infatti, è stato trasportato in caserma e dopo averlo identificato, hanno recapitato il numero del padre avvisandolo del fatto. Arrivato sul posto, Alessandro era abbracciato stretto ad uno di loro, terrorizzato della vicenda. Spiegando la storia di suo figlio, il carabiniere invece che esprimere il suo estremo dispiacere, ha affermato che girare con la divisa, per un ragazzo come lui, è pericoloso e non appropriato. Ma dopotutto quegli abiti gli erano stati recapitati proprio dall’Associazione Nazionale Carabinieri, di cui il carabiniere ne ha dubitato la veridicità.

Per non farsela mancare una, hanno anche perquisito la casa di Alessandro trovando, nella sua cameretta, il tempio della caserma dei CC e le varie foto scattate anche con le più alte cariche dell’Arma.

L’accaduto ha scaturito molte polemiche. Dopo il dispiacere da parte della famiglia e del ragazzo che ora è chiuso in casa, il segretario regionale del Lazio del Nuovo Sindacato Carabinieri, Gianluca Mancini, ha commentato così: “Nel nostro operato ci vuole fermezza, senso di responsabilità e la legge va applicata: ma soprattutto occorre buonsenso – continua Mancini – la mancanza di umanità mostrata è a dir poco inqualificabile. Inoltre, mi domando, perché l’Arma ha donato un Bene dell’amministrazione ad un ragazzo disabile? Si sono fatti una discreta pubblicità con le foto del ragazzo in divisa, ma non hanno pensato alla sua tutela. Se quel ragazzo non avesse avuto l’uniforme indosso, nulla di questo sarebbe accaduto“.

Faustamente, tanti “pezzi grandi” dell’Arma hanno cercato di rassicurare il ragazzo, complimentandosi con lui per la sua grande fedeltà che ha sempre dimostrato verso di loro ed affermando che sarà sempre un perfetto carabiniere ed un modello per tutti.

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