L'azienda del gruppo Helidecks ha permesso al Gran Premio di tornare a Imola dopo 14 anni di assenza, realizzando il Medical Center e l'eliporto nel tempo record di 50 giorni

La Teknoconsulting S.r.l. di Viterbo, dai grattacieli di Dubai al GP di Imola

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Emanuele Angeli, CEO della Teknoconsulting S.r.l., del gruppo Helidecks

Il Gran Premio di Formula 1 torna a Imola dopo ben 14 anni di assenza (l’ultima volta si era corso nel 2006) e lo fa grazie a un’azienda viterbese, la Teknoconsulting S.r.l., del gruppo Helidecks.

La società, che nasce come creatrice di siti d’atterraggi, in 15 anni è diventata una dei leader in Italia del settore e da qualche anno si è affacciata anche all’estero, avviando collaborazioni a livello mondiale nei Paesi arabi, in Asia e Vietnam.

La Teknoconsulting S.r.l. si è occupata di realizzare il Medical Center e la relativa elisuperficie a Imola, in modo che fosse tutto pronto per la gara del 1 novembre, che si disputerà a porte chiuse: l’opera è stata conclusa in tempi record, appena 50 giorni.

Abbiamo incontrato Emanuele Angeli, il CEO della società, per parlare della complessa sfida che l’azienda è riuscita a vincere a  Imola.

Come è nata la decisione di spostare la vostra sede a Viterbo da Tarquinia?

“La società si è trasferita a Viterbo perché io sono di Tarquinia e poi per motivi personali mi sono trasferito nel capoluogo, portando l’azienda qua a Viterbo”.

Domenica si è svolta l’inaugurazione del Medical Center all’autodromo. Era presente anche un rappresentante dell’azienda?

“All’inaugurazione ero presente io, le autorità politiche del luogo e il presidente e direttore generale degli enti che gestiscono l’autodromo e degli enti pubblici che hanno in mano l’organizzazione del Gran Premio”.

Come siete arrivati a Imola? C’è stato un percorso particolare?

“Il nostro contatto con Imola deriva dal fatto che la Teknoconsulting nasce come società che realizza siti d”atterraggio e in 15 anni siamo diventati leader in Italia. Da qualche anno ci siamo affacciati anche all’estero e quindi posso dire che siamo anche ben conosciuti a livello mondiale, nei Paesi arabi soprattutto in Vietnam e Asia. Diciamo che la nostra attività principale, che è quella di realizzare siti d’atterraggio, partendo dalla progettazione alla realizzazione alla certificazione, ci ha portato a farci conoscere in questo campo specifico un pò in tutto il mondo e questo è motivo per cui Imola ha avuto il contatto con noi, dato che la costruzione del Medical Center e dell’eliporto a supporto erano condizioni necessarie per ottenere la certificazione per poter ospitare dopo 14 anni il Gran Premio”.

Appena 50 giorni per realizzare il tutto, una vera corsa contro il tempo…

“Sì, il calendario della Formula 1 causa Covid è stato modificato non più tardi di due, tre mesi fa rispetto a quello che era il programma iniziale, quindi tutti quei Gran Premi che non avrebbero potuto fare in Paesi come il Sudamerica o la Cina hanno fatto sì che l’organizzazione fosse costretta a concentrarne tre in Italia: quest’anno c’è stato Monza, il Mugello, dove non era mai stato fatto, e ora Imola, dove mancava ormai da 14 anni. Quando è stato comunicato all’ente che avevano intenzione di fare il Gran Premio a Imola, la proposta è stata accolta di buon grado e sul tavolo ci è stata messa questa missione impossibile di portare a termine in 50 giorni tutta la struttura con l’eliporto, perché in caso contrario non avrebbero concesso la certificazione per svolgere la gara. Questa è stata la sfida e possiamo dire di averla vinta”.

Come vedete il traguardo raggiunto?

“E’ sicuramente un tassello importante che vorremmo aggiungere ad altri traguardi che ci siamo prefissati sia a medio-termine che nel futuro. Le aziende sono fatte di uomini e evidentemente tutti insieme rappresentiamo una squadra ben motivata che riesce poi a raggiungere gli obiettivi. Un’altra cosa che mi sento di aggiungere è che spesso quando incontro persone che non sanno cosa facciamo, restano stupite dallo scoprire che a Viterbo esiste una realtà come la nostra, che è comunque molto particolare e di nicchia. Costruiamo, per esempio, siti di atterraggio anche nei mega-yacht, giga-yacht, una particolarità che penso nel mondo siamo in due ad avere, una proprio qua a Viterbo. Lavoriamo anche con Dubai per realizzare gli helidecks… Insomma, un settore molto specifico e spesso la gente quando lo viene a sapere rimane abbastanza stupita nel sapere che nel capoluogo c’è un’azienda simile”.

 

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