La Tuscia Incantata, fra storie, fantasmi, misteri e “brefacole”: uniti per valorizzare e promuovere i luoghi dell’anima e raccontare i nostri borghi

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Vitorchiano- Ore 12 di un luglio rovente. Siamo nella Sala Consiliare del Comune di Vitorchiano del 1400, “teatro” ideale per un incontro così importante dedicato alla Tuscia e ai suoi Incanti.

Chi sono gli attori di questa nuova iniziativa di sviluppo e promozione del territorio della Tuscia Incantata, ricca di fiabe, di fantasmi e di misteri?

Innanzi tutto il sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti, al centro della scena in qualità di “padrone di casa”, sempre dinamico cultore e amante dei luoghi dell’anima della Tuscia, che introduce l’interessante progetto.

Il team promotore è composto da Fabio Cavini (presidente), Benedetta Di Carlo (vicepresidente), Federica Mancini (tesoriere) Elia Caprera e Chiara Frontini (componenti).

Assieme ai promotori dell’iniziativa, anche i sindaci dei comuni di Vitorchiano, Ruggero Grassotti, Celleno, Marco Bianchi, e Graffignano, Piero Rossi, l’assessore alla Cultura, al Turismo e allo Sport del Comune di Vitorchiano Gian Paolo Arieti , oltre che i rappresentanti della pro loco di Roccalvecce e dell‘associazione Acas, promotrice del progetto Sant’ Angelo, il paese delle fiabe, Franco e Isa Pierini, animatori del bosco esoterico di Montecchio.

Presenti alla conferenza anche Alfonso Antoniozzi, consigliere comunale di Viterbo e regista del video clip della canzone di Elia Caprera e MammoRappo ispirata alla Tuscia incantata che uscirà prossimamente, il narratore di comunità Antonello Ricci, Emanuele Elo Usai, influencer ed ideatore del progetto “Buongiorno nonna”, Mammo Rappo ed Elia Caprera.

Chiara Frontini presenta i protagonisti di questo brand, uniti in un percorso di identità corale condiviso che, come ogni progetto strategico, mira ad avere un impatto duraturo e sostenibile nel tempo.

“L’incantesimo nasce nel 2011– afferma Fabio Cavini, promotore del progetto –  L’idea viene fuori quando questa terra mi ha accolto e ne ho subito compreso le potenzialità. Poi, la scorsa estate, nel corso di un progetto europeo che abbiamo portato a Sant’Angelo, il paese delle fiabe, l’intuizione si è concretizzata nella scelta del nome e nella volontà di mettere in rete tutti i borghi accomunati dall’identita’ dell’incanto, dell’onirico e della magia“.

“Abbiamo riunito sotto un unico brand di promozione del territorio alcune perle della Tuscia, secondo un itinerario incantato – spiega la consigliera comunale di Viterbo Chiara Frontini – il borgo sospeso di Vitorchiano, il bosco esoterico di Montecchio a Bagnaia, le cascate dell’infernaccio a Grotte Santo Stefano, Viterbo, il borgo fantasma di Celleno, il paese delle fiabe di Sant’Angelo, Roccalvecce, Graffignano con il Castello Baglioni, Sipicciano e, per chiudere in bellezza, Civita di Bagnoregio la città che muore. Una nuova offerta di slow tourism fatta di cammini, esperienze ed emozioni, dove fare rete è un paradigma, nell’ottica dell’aumento della permanenza media dei turisti nel nostro territorio, oltre che di una qualificazione e differenziazione dell’offerta”.

Una logica di promozione del territorio condivisa e condivisibile, un percorso nella memoria, nei luoghi dell’anima, dell’incanto e degli incantesimi, fra fiabe, leggende, fantasmi, misteri e “brefacole” come quelle narrate dai nonni, nelle lunghe serate, intorno al camino.

Rimane il tema dell’incanto: Graffignano, Sipicciano, Celleno, Sant’Angelo di Roccalvecce, Vitorchiano, Roccalvecce, le cascate dell’Infernaccio e Civita di Bagnoregio. Borghi fatati, magici, esoterici che fanno parte di una rete, investimento di risorse umane, economiche comuni.

“Questo progetto è una nuova opportunità per raccontare la Tuscia, una terra con paesaggi sorprendenti e borghi che regalano emozioni per la loro bellezza, la loro storia e le loro intense tradizioni – ha commentato il sindaco di Vitorchiano Grassotti – Un’idea per proporre al vasto pubblico del turismo nazionale e internazionale, una nuova destinazione ricca di fascino, suggestioni e nuove sorprese”.

Emanuele Elo Usai afferma:”È entusiasmante essere qui per fare qualcosa per il territorio e disegnare l’incanto. L’immagine del buco della serratura, oltre il quale c’è un panorama intimo, difficile da raggiungere è stato scelto per rappresentare il progetto. Intorno alla serratura si sviluppano elementi iconici. La magia più grande è far apparire i 5 borghi insieme.”

Benedetta di Carlo, vicepresidente del comitato promotore, ringrazia Chiara e Fabio. Metterà tutte le sue competenze e capacità per la buona riuscita del progetto.

Alfonso Antoniozzi, che ha realizzato il videoclip di Mammo Rappo e Elia Caprera, racconta che insieme hanno girato tutti i borghi, scoprendo cose che neanche immaginavano.

La canzone di Mammo Rappo ha un ritmo estivo e orecchiabile. Racconta l’itinerario attraverso gli occhi di chi segue l’incanto di una ragazza, Iliana Iannaccone. Avrà sicuramente una presa immediata. La contentezza dei residenti è stata inspiegabile.

Elia Caprera sottolinea:” L’incanto smorza l’abitudine. La canzone vuole arrivare ai giovani e ai meno giovani, vuole portare freschezza, serenità e voglia di ballare.”.

Mammo Rappo ringrazia le comparse. È stanco, perchè ha girato tutti i borghi, sotto lo “scoppio” del sole, ma è contento e farebbe canzoni tutti i giorni per promuovere il nostro territorio, che è per lui come una mamma. “Tu a la tu ma quanto je voi bbene? Così bisogna volerne al nostro territorio”.

Antonello Ricci ha nel progetto un ruolo fondamentale perchè tende a far riscoprire la nostra terra attraverso il palcoscenico della strada.
“Il piacere della coralità, di lavorare insieme, in un progetto che è ricerca, attraverso due estremi, Antoniozzi e Mammo Rappo. Tenere insieme una pattuglia varia non è facile, ma il piacere e il gusto di partecipare è grande. Il nostro territorio, negli anni, è cresciuto in consapevolezza. La potenza di un luogo si vede nella collaborazione. Il nostro territorio ha fatto fatica a far emergere le proprie potenzialità. Questo gruppo di lavoro parla a una comunità che ha fame di appartenenza, far parlare e comunicare le persone affascina anche il turista. Un territorio c’è ma non è detto che sappia di esserci. Meglio parlare di paesaggio, crocevia tra lo sguardo di chi osserva e la cosa. I nostri borghi sono attori, ancorati al valore dei luoghi.

Franco e Isa Pierini da tempo volevano scrivere la storia del popolo. I vecchi del paese sanno cantilene, detti, proverbi, “brefacole”. Hanno scritto una commedia in dialetto bagnaiolo.

L’assessore alla Cultura del Comune di Vitorchiano Arieti ricorda:” Mio padre è stato Presidente dell’Ente Turismo Anche da lui ho imparato che bisogna unire le varie bellezze per un progetto turistico comune. Sono orgoglioso di partecipare al progetto promosso da Chiara e Fabio.”

Il logo, sviluppato dalla Majakovskij comunicazione, rappresenta l’occhiello di una serratura. “La Tuscia incantata – ha dichiarato Elo Isai – è infatti un luogo segreto e misterioso tutto da scoprire, incastonato come un medaglione magico all’interno di motivi ornamentali che ricordano, tra gli altri, i giardini di Villa Lante”.

Valorizzare turisticamente i nostri comuni – conclude il sindaco di Celleno Marco Bianchi – è dare loro un nuovo futuro, nuove possibilità per le nostre comunità. Celleno, con il suo borgo fantasma, negli ultimi anni si è incaminnato in questa direzione, ma lo ha fatto nella consapevolezza che ogni piccola e media realtà non può che considerarsi parte di uno sviluppo territoriale ampio che veda la collaborazione tra enti, e tra enti e privati, come principale volano per raggiungere risultati importanti. Tutta la Tuscia ha su di sé l’attenzione di un pubblico crescente. Ben venga quindi ogni sforzo, come l’ottima intuizione e il progetto di Tuscia incantata che, insieme agli altri comuni, ci vede pienamente coinvolti anche in questa prima fase di lancio”.

Alla fine, un lancio di palloncini, nell’incantevole piazza del borgo sospeso di Vitorchiano, dà ufficialmente il via al progetto. Un grande “in bocca al lupo” da tutti noi e dalla redazione de La mia città news.

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