L’Unione Sindacale di Base attacca Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, per aver aperto il suo ristorante in segno di protesta: “Ennesimo schiaffo alle vittime del Covid”

La Usb contro Bianchini: “Suo ristorante aperto in zona arancione, dove sono i controlli?”

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Alta tensione tra la Usb, l’Unione Sindacale di Base, e Paolo Bianchini, ristoratore viterbese nonché presidente di Mio Italia. I sindacalisti lo attaccano per aver aperto il suo ristorante in via dell’Orologio Vecchio in regime di zona arancione. Ricordiamo che Bianchini, da leader di un’associazione composta quasi totalmente da ristoratori, aveva deciso di aprire il proprio locale in segno di protesta verso il Governo Draghi.

“Dopo l’inaugurazione del Globo in piena zona rossa – si legge nel comunicato dell’Usb – oggi arriva l’ennesimo schiaffo alle tante vittime del Covid  e la preoccupazione della mancanza di rispetto delle norme a tutela della diffusione dei contagi nella nostra città.

In vigenza di zona Arancione, ci risulta infatti che Paolo Bianchini,  presidente di Mio Italia, abbia aperto il ristorante di cui è titolare in via dell’Orologio Vecchio e che abbia pubblicizzato il fatto a mezzo stampa. Ma in questa città esistono i controlli?

Il Prefetto, il Sindaco,le istituzioni preposte hanno preso provvedimenti?”.

“Nell’auspicare questo – prosegue il sindacato – riteniamo che  questa sia  un’operazione di propaganda per attirare consensi e farsi pubblicità che niente ha a che vedere con la difesa di una classe lavoratrice in difficoltà da decenni nel nostro territorio, che fatica a vedere una ripresa dopo più di un anno di pandemia.

Bianchini fa parte di quella classe politica che ha mani piene ha concesso spazi e potere alla Grande Distribuzione in questa città, il risultato sono state le chiusure di tante piccole attività e lo svuotamento del centro storico.

Negozi, botteghe e ristoranti  sempre più in crisi mentre dilagava il degrado e l’incuria del centro storico, mentre  si smantellavano cinema e centri culturali storici del centro e nel frattempo fiorivano i centri commerciali”.

“Se poi vogliamo parlare di limitazioni Covid – prosegue la nota – dobbiamo dire che  le limitazioni imposte alla nostra zona  sono conseguenza dello smantellamento della rete sanitaria e dei posti letto che la Tuscia ha subito negli ultimi tempi. Infatti il colore delle zone e le conseguenti limitazioni sono basate sull’indice RT e sulla tenuta della rete ospedaliera.

Sicuramente è una nostra dimenticanza, ma non ricordiamo Bianchini al fianco del sindacato e dei lavoratori mentre venivano chiusi o depotenziati gli ospedali di zona, né tantomeno mentre le piccole attività del centro soffrivano la crisi a discapito dei grandi centri commerciali”.

“Non ci servono – conclude il comunicato – strumentalizzazioni e propaganda  ma fatti concreti quando si sta in politica.

Auspichiamo, inoltre, che di fronte alla giustizia siamo tutti uguali e che le regole non valgano sono per alcuni”.

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