Una vicenda avvolta nel mistero nonostante una Legge ne sancisca l’estraneità dal Covid-19

Laboratorio di Genetica di Belcolle e tamponi, un legame possibile?

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È quanto meno “strana” la modalità con la quale è drasticamente evaporata negli ultimi anni l’attenzione degli Uffici Giudiziari viterbesi verso la Asl di Viterbo. Per molto meno, solo per ricordare quanto avvenne tra il 1997 ed il 2004, dopo l’attività delatoria di un paio di sindacalisti e l’assoluta incapacità di un anestesista romano, impropriamente applicatosi all’economia sanitaria con risultati devastanti, fu imbastita l’indagine sul “caso incentivazioni USL/VT3”. Fu poi un flop clamoroso: dodici udienze dinanzi al GUP, un incidente probatorio e tre imputati che morirono nel frattempo. Alla fine reati prescritti e due assoluzioni per “non aver commesso il fatto”. Un castello accusatorio che il Pm d’udienza, al penultimo atto del processo, definì come inesistente.

Ma per il Laboratorio di Genetica Medica di Belcolle, dove si sfidano leggi, si calpestano DCA, si stracciano D. Lgs. e si buttano Circolari Ministeriali, non si muove foglia. Una storia grottesca, che avrebbe dovuto avere la sua fine lo scorso luglio con la L.77 del 17/07/2020, anche se mai avrebbe dovuta veder luce. Non esiste chi abbia almeno dato una letta ai comma 1bis ed 1 ter della 77, dove é specificato come i Laboratori di Microbiologia siano in esclusiva competenti a processare i tamponi per la ricerca del virus SARS-CoV-2.

In buona sostanza, il Laboratorio di Genetica Medica a Belcolle starebbe operando in assenza di autorizzazione all’esercizio di attivitá sanitaria. Usiamo il condizionale in quanto, nonostante le nostre numerose richieste di delucidazioni, la direzione della Asl di Viterbo non ha mai voluto risponderci ufficialmente. Il laboratorio di Genetica si sarebbe infatti camuffato in Laboratorio Analisi ottenendo dal Laboratorio di Riferimento regionale (Spallanzani) solo la validazione, ma non l’indispensabile ed effettiva autorizzazione alla esecuzione di test molecolari per la ricerca del COVID-19. Sarebbe sufficiente, per togliersi definitivamente ogni dubbio, che un inquirente curioso chiedesse e prendesse visione dell’autorizzazione a data 30/03/2020, nota regionale 0256288: è relativa al Laboratorio Analisi. Come del resto ribadisce il balbuziente Ministero della Salute con la circolare n. 0011715, 03/03/2020. E poi, tanto per indirizzare chi volesse diradare un dubbio residuo, i due DCA 219/2014 e 359/2016: li si trova la distinzione della tipologia diagnostica, il repertorio di prestazioni dell’uno e dell’altro Laboratorio ma, soprattutto, la assoluta esclusione del Laboratorio di Genetica Medica dal test molecolare per la ricerca in ambito virologico.

Si pensi un attimo se qualcuno avrà intenzione di dissotterrare questa plateale verità e la possibile domanda d’obbligo, in tal caso: qualora l’esercente abusivo di cotanta delicata attività fosse pure un poco “somarello”, avesse anche fatto confusione, avesse anche commesso errori tecnici ed avesse anche approfittato economicamente della circostanza (premi COVID-19), che gli facciamo dopo 8 mesi di questo valzer strimpellato da un pianista ubriaco? Giriamo il tutto a piazza Falcone e Borsellino nel perdurare del silenzio assordante di comunicazioni dalla Cittadella.

1 commento

  1. Che pietoso spettacolo famigliare: da un lato questo strano Laboratorio che non pare avere le carte in regola; dall’altro la residenza Nazareth tutta natalizia che non pare avere tutti i numeri a posto: c’è da pensare🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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