Lago di Bolsena, dati microbiologici fuori dai limiti di legge in ben 4 punti differenti

Nel lago di Vico, invece, 2 punti nei limiti di legge

331

Sono stati ventisei i punti monitorati in dieci diversi laghi laziali e sottoposti ad analisi microbiologiche. Di questi, cinque risultano fuori i limiti di legge nel lago di Bolsena e in quello di Turano. Nel primo sono stati effettuati sette prelievi di cui quattro sono risultati fuori dai limiti di leggetre giudicati come “inquinati” e uno “fortemente inquinato”. Nel secondo, l’unico prelievo effettuato è stato giudicato come “fortemente inquinato”.

Negli altri laghi sono stati monitorati due punti nel lago di Canternoun punto su quello di Fogliano, due punti in quello di Fondi, tre in quello di Sabaudiauno nel lago del Saltotre nel lago Albanoquattro in quello di Bracciano e due in quello di Vico. Tutti questi punti sono risultati nei limiti di legge. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

È questa in sintesi la fotografia scattata nella tappa laziale da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani. I risultati sono stati presentati all’interno di una conferenze stampa che  ha visto la partecipazione di Roberto Scacchi,  Presidente Legambiente Lazio e Andrea Minutolo, Responsabile scientifico Legambiente nazionale.

“Con la Goletta dei Laghi continuiamo il nostro monitoraggio su questi magnifici ecosistemi della Regione e se da un lato emergono criticità anche forti su alcuni punti precisi delle sponde, dall’altro non possiamo non vedere un miglioramento generale che ha portato, nelle ultime due stagioni di analisi, a individuare meno scarichi non depurati che negli anni precedenti – ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio – . Rispetto ai cinque punti critici, dove ci sono evidentemente scarichi di origine fecale derivati da mancata depurazione, ci mettiamo a totale disposizione delle amministrazioni comunali di Colle di Tora sul Lago del Turano e di Bolsena, Marta, San Lorenzo Nuovo e Montefiascone sul Lago di Bolsena, così come di Arpa, alle quali consegnamo questi dati perchè siano rintracciate le cause e risolti i problemi, senza sostituirci agli organi preposti ma rafforzandone gli aspetti di analisi del territorio. Il Lazio è l’unica regione italiana con così tanti laghi grandi e piccoli, con una lunga e importante costa marina, e con un contesto di acque interne di primissimo piano tra quelle superficiali e quelle di falda, è per questo che vanno rivolte alla tutela delle acque tutte le attenzioni possibili rafforzando il ruolo delle aree protette e continuando a costruire contratti di fiume, lago, costa. I Laghi poi, sono tutti in area protetta con Parchi Regionali e Rete Natura 2000, sono una risorsa turistica immensa, un favoloso luogo di tutela della biodiversità, un fantastico contesto dove avviare le migliori politiche per lo sviluppo di rilancio economico sano e dove la tutela ambientale e la sostenibilità siano al centro delle scelte, ma anche i custodi e fornitori di servizi ecosistemici a tutti i cittadini, di Roma e della Regione, straordinari e irrinunciabili, per tutti questi motivi noi non ci fermeremo mai, finche neanche un goccio d’acqua rischierà più di essere inquinato”.

“E’ dal 2006 che con Goletta dei Laghi monitoriamo le criticità dei laghi laziali – dichiara Andrea Minutolo, Responsabile scientifico Legambiente nazionale -. Una condizione questa che ci ha permesso di mettere in luce i punti deboli e spostare l’attenzione dalla balneabilità delle acque al loro disinquinamento. Il tema del risanamento delle acque, soprattutto in alcuni punti critici usciti anche quest’anno, è centrale per risolvere una delle tante criticità che permangono nel Lazio. I risultati degli ultimi anni nei laghi laziali, in miglioramento, non devono far abbassare la guardia però. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, fatto di turismo di prossimità e di una ricerca della qualità sia ambientale che dei servizi offerti, deve essere colto come un’opportunità da cogliere per fare un definitivo salto di qualità nella nostra regione”

Partner principali della campagna, anche per il 2021, sono il CONOU, Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, che grazie alla raccolta e rigenerazione di un rifiuto pericoloso ha consentito all’Italia di diventare una realtà di eccellenza in Europa nel settore dell’economia circolare, Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner il mensile di Legambiente, la Nuova Ecologia.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno nelle province bagnate dal Lago di Lugano il Consorzio ha recuperato 2.057 tonnellate a Como e 1.978 tonnellate a Varese di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il Presidente del CONOU, Riccardo Piunti. “Il Consorzio, paradigma di circolarità, dovrà continuare a fornire il massimo contributo possibile verso gli obiettivi di economia circolare, che resta il pilastro fondamentale della battaglia per ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali del Pianeta e quindi contrastare il cambiamento climatico”.

LEGAMBIENTE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui