Lago di Bolsena: fanghi non smaltiti, è scontro in Tribunale

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Allarme Bomba al Tribunale di Viterbo

VITERBO – I fanghi delle acque del lago di Bolsena non erano smaltiti a dovere, e per questo il direttore del Cobalb è a processo.

Davanti alla giudice Silvia Mattei, Massimo Pierangeli si è difeso. E ha chiamato, metaforicamente ma non troppo, sul banco degli imputati la Regione Lazio.

Rea, secondo il direttore, di non aver mandato per anni i soldi al Consorzio bacino lago di Bolsena: “Siamo una società pubblica al 100 percento, e senza finanziamenti non possiamo occuparci dello smaltimento, che costa molto”, ha detto. Peraltro, ha aggiunto Pierangeli, “i fanghi li abbiamo messi in sicurezza e non sono mai finiti nelle acque del lago o del fiume Marta”.

Pierangeli ha parlato dopo che pm e giudice sentissero le deposizioni di due militari della capitaneria di porto, che fecero i controlli. Era il 10 novembre 2015 e si recarono a Marta, per controllare il depuratore. Riscontrarono delle anomalie: “Lo sgrigliatore, che filtra le parti solide dalle acque reflue, non funzionava”. Inoltre, la parte batterica non era eliminata. Da qui, i rifiuti finivano nel lago.

L’avvocato difensore di Pierangeli, Vincenzo Dionisi, ha chiesto ai due militari se sapessero su chi, dentro alla società Cobalb, ricadesse la responsabilità penale.

Dal canto suo, il direttore Pierangeli ha precisato: “Il rappresentante legale era il presidente Giancarlo Olivastri”. La discussione è attesa per il 13 novembre 2019, quando la giudice ha fissato la prossima udienza.

Il Cobalb è il Consorzio bacino lago di Bolsena: ha come soci i Comuni lacuali e la Provincia di Viterbo; e ha come compito tenere pulite le acque del lago, avendo il dovere di gestire il sistema di depurazione e l’anello fognario dei comuni interessati (Montefiascone, Bolsena, Marta, Capodimonte, Grotte di Castro, Gradoli, San Lorenzo nuovo, Bagnoregio, Valentano).

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