Lago di Bolsena in pericolo, i lavori sul depuratore vanno a rilento

Audizione in Regione organizzata da 5Stelle, ambientalisti e amministratori locali. L’intervento del direttore Cobalb: “Il problema sono i Comuni che non entrano in Talete”

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Lago di Bolsena

Lago di Bolsena in pericolo. Con i lavori di ripristino del sistema di depurazione che tardano, procurando danni sempre meno sostenibili. Se ne è parlato in Regione, in un’audizione davanti all’VIII commissione congiunta Agricoltura e ambiente. L’Osservatorio ambientale Lago di Bolsena, uno strumento della cittadinanza attiva, si è rivolto alla consigliera regionale Silvia Blasi (M5s) che ha organizzato un’audizione.

“I ritardi nei lavori di ripristino del sistema fognario mettono a dura prova la pazienza dei cittadini e delle amministrazioni del lago di Bolsena – dicono gli ambientalisti -. Come già un anno fa, le speranze in un’estate finalmente tranquilla, con acque pulite, senza notizie allarmanti su inquinamenti fognari non si sono concretizzate. Anche se una grande parte dei lavori sull’anello circumlacuale è terminata, i rischi di malfunzionamenti, guasti e sversamenti nel lago durante il difficile periodo estivo sono ancora alti”.

E ancora: “Da molti mesi i lavori di rifacimento del sistema circumlacuale sono rimasti essenzialmente fermi, senza che se ne conoscessero i motivi. Nonostante siano stati concessi ulteriori importanti finanziamenti, il depuratore è ancora in stato di completo abbandono e sversa, come già da anni, le acque reflue del bacino nel fiume Marta senza depurarle; nelle stazioni di sollevamento mancano sempre alcune pompe, in molte stazioni i gruppi elettrogeni non funzionano, l’allacciamento dei nuovi quadri elettrici non è completato, il sistema di teleallarme non è installato”.

L’audizione in Regione. Secondo il direttore del Cobalb Massimo Pierangeli, presente all’audizione, “a rischio sono in particolare le stazioni di sollevamento 9 (al Grancarro), la ss 13 e la ss 15 (sul lungolago di Montefiascone e Marta), la 19 (a Capodimonte) e la 20 (sul Marta). E in effetti, recentemente si sono verificati sversamenti dalla ss 13, con danni alla salute del lago e al turismo.

Consigliera comunale di Montefiascone, la pentastellata Rosita Cicoria, una delle promotrici dell’audizione in Regione

Qual è il motivo di questi ritardi, di questi problemi interminabili? “Poiché gli uffici della Regione non rispondono alle richieste d’informazione – dicono dall’Osservatorio -, la cittadinanza ha presentato un esposto alla Procura”.

All’audizione del 9 luglio scorso, erano invitate le amministrazioni di Bolsena e Montefiascone, le associazioni ambientaliste (rappresentate da Piero Bruni e Georg Wallner), la consigliera del comune di Montefiascone Rosita Cicoria, il direttore del Cobalb Pierangeli, l’ingegnera Wanda D’Ercole direttrice regionale Lavori pubblici, stazione unica appalti, risorse idriche e difesa del suolo, e Massimiliano Proietti, il responsabile unico del procedimento del progetto di rifacimento. Erano presenti il presidente della commissione Valerio Novelli, e il consigliere Eugenio Patané (Pd).

Silvia Blasi ha espresso la sua preoccupazione per lo stato di salute del lago. E ha riferito che durante due sopralluoghi, a ottobre 2018 e febbraio 2019, ha constatato un essenziale stato di fermo dei lavori sulla circumlacuale; inoltre non è stato fatto nulla per il depuratore.

Il vicesindaco di Bolsena Andrea di Sorte ha ripercorso la storia del degrado del sistema fognario. Ha messo in dubbio l’idoneità della ditta appaltatrice, che si appoggia esclusivamente su subappaltatori, causa questa di ritardi e del frastagliamento dei lavori. Ha chiesto informazioni sui tempi previsti, più chiarezza, più collegamento con il territorio dei responsabili per i lavori che dovrebbero almeno informare i Comuni sullo stato del rifacimento.

La consigliera comunale di Montefiascone Rosita Cicoria ha presentato un dettagliato dossier sulla ditta appaltatrice, sulle inadeguatezze dei lavori di ripristino e sui finanziamenti: 2.838.000 euro stanziati di cui 727.000 già liquidati al 3 aprile 2019, 1.127.000,00 da liquidare entro fine 2019 e 984.000 circa previsti con un impegno di spesa futuro.

Nell’audizione si è detto che oggi non è chiaro chi gestisca e organizzi i lavori necessari, con il direttore in pensione e il Cobalb in liquidazione. Per il futuro la gestione dovrebbe finalmente passare al gestore unico (Talete spa). Però i Comuni si oppongono, perché Talete spa è considerata inefficace e fallimentare. Al riguardo, il direttore del Cobalb ha rilevato che tutti i problemi non sarebbero apparsi se fosse stata applicata la legge, secondo la quale tutti i Comuni avrebbero dovuto entrare in Talete nel 2007. Questo non è stato messo in pratica dalla Regione. Per quanto concerne i lavori di rifacimento, ci sono gravi problemi con la ditta appaltatrice che negli ultimi mesi ha disatteso gli ordini di servizio. Il fornitore delle pompe si rifiuterebbe di fornire le pompe mancanti e di sbloccare alcune pompe già fornite, a meno che venga versato un deposito cauzionale. Le ditte subappaltatrici non intervengono più perché non sono state ancora pagate. Secondo Pierangeli, “la ditta è inidonea”.

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