La grillina: “Ecco cosa ci ha regalato la classe politica degli ultimi 20 anni”

Lago nel degrado, la consigliera Cicoria accusa i sindaci: “Se ne disinteressano”

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La consigliera Rosita Cicoria, durante una manifestazione per la tutela del Lago

“Situazione dell’anello di depurazione Cobalb: a distanza di due anni dall’inizio dei lavori, a fronte di cospicue somme di soldi pubblici spesi (circa 2.900.000 euro) la fotografia attuale è veramente vergognosa. Fogne a cielo aperto che sversano nel lago, impianti di depurazione che non funzionano”. La consigliera grillina di Montefiascone, Rosita Cicoria parla dei problemi del lago di Bolsena.

“Il depuratore sul fiume Marta è ancora fuori uso, ci sono sversamenti continui che abbiamo documentato in seguito a una serie di sopralluoghi alle stazioni e sottostazioni di San Lorenzo nuovo, Gradoli, Montefiascone, Bolsena, Valentano, nonostante siano stati effettuati diversi interventi sulle pompe di sollevamento. Questo è quanto ci ha regalato la classe politica degli ultimi venti anni sia a livello comunale che regionale, avallata (purtroppo) da una politica non partecipata, scelta dai cittadini, per proteggere i nostri ambienti naturali e la preziosa acqua del lago di Bolsena”.

La presa di posizione della consigliera di opposizione di Montefiascone si somma al grido d’allarme che spesso lanciano gli ambientalisti, i cittadini e i tre operai del Cobalb, i quali da esperti del settore parlano di “degrado quotidiano in mezzo al menefreghismo delle istituzioni e dei sindaci del lago”.

La consigliera prosegue: “Più passa il tempo e più notiamo una scarsa attenzione a un problema così importante, soprattutto oggi, dopo che sono stati spesi diversi milioni di soldi pubblici, a fronte di lavori che non hanno assolutamente dato i risultati sperati. In 20 anni di vita del Cobalb ci hanno ridotto così, senza rendersi conto che il Cobalb sono proprio loro: i sindaci. Loro sono i soci della società e pertanto responsabili del suo regolare funzionamento. Certo, oggi danno la colpa alla Regione, che ne ha sicuramente, ma se ognuno di loro si fosse veramente preoccupato dello stato di salute del lago non saremmo arrivati a questa situazione. Perché aspettare che tutto precipitasse senza intervenire nei tavoli regionali a ora e tempo?”.

E ancora: “Ad oggi dobbiamo fare a meno anche degli interventi urgenti dei dipendenti del Cobalb, in quanto si trovano in una situazione davvero incredibile: mezzi sprovvisti di assicurazione e carburante per non parlare del mancato pagamento degli stipendi da circa 4 mesi. Almeno prima c’erano loro che, tra un problema e l’altro per i pochi mezzi a disposizione, comunque garantivano interventi veloci e risolutivi, per bloccare gli sversamenti. Oggi chi tutela il nostro lago? Chi interviene in caso di sversamento? Forse i nostri sindaci non hanno ancora capito che la conservazione del lago, oltre che per farsi campagna elettorale con il decantato slogan “il lago da bere”, è una grande risorsa di acqua potabile quindi di vita e è determinante anche per l’economia dei paesi intorno a esso, basata sul turismo e le colture tradizionali”.

La consigliera ricorda che “il lago di Bolsena è Sito d’interesse comunitario (Sic) classificato inoltre come area sensibile e vulnerabile (direttiva 2000/60/Ce, decreto legislativo del 3 aprile 2006, numero 152) a causa del lento ricambio delle acque; nulla è valso appellarsi alle leggi europee e regionali ricordando loro che il nostro lago è ‘ambiente protetto’”.
E conclude: “Questa attuale situazione fa riflettere sulla grave miopia dei sindaci lacustri che, sembrerebbe, affrontano il problema dell’inquinamento del lago come problema secondario o addirittura pensano solo a come addebitare la colpa dell’attuale situazione agli altri, mentre il lago muore. Ora bisogna individuare le responsabilità; certo è che in 20 anni, anziché migliorare si è solo peggiorato”.

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