Ferrovie dello Stato e Zingaretti ci “ripensano” ed annunciano una fermata ad alta velocità anche ad Orte. Dopo la beffa durante il lockdown, per la Tuscia arriva un’occasione da non sciupare: ora sotto anche con la Orte-Civitavecchia per rilanciare il viterbese

L’alta velocità (dopo la beffa) si fermerà anche ad Orte: occasione d’oro per la Tuscia

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Sembra passata un’eternità dal 23 aprile 2020, data in cui la Regione Lazio snobbò clamorosamente Orte e la Tuscia scegliendo la provincia di Frosinone come luogo dove andare a creare una nuova stazione ad alta velocità.

Veementi furono le polemiche quel giorno, gli amministratori di centrodestra se la presero – giustamente – con il Pd regionale, reo di aver isolato la provincia di Viterbo, tagliandola fuori da un progetto che avrebbe garantito certamente sviluppo industriale e turistico.

Ieri, a quasi 10 mesi di distanza da quella che fu un’autentica Caporetto in salsa viterbese, la Regione sembra averci ripensato.

“Nei prossimi giorni – ha annunciato ieri al convegno «Cantieri nel Lazio, investimenti per la ripresa» l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti – presenteremo un progetto che ormai è alle fasi di dettaglio: la nuova fermata ad Orte dell’Alta Velocità che andrà ad intercettare tutto quel bacino del nord Lazio, che comprende anche l’Umbria e che connettiamo all’Europa, perché il treno ad Alta velocità significa creare le condizioni di entrare in un sistema di collegamento transnazionale”.

La stazione di Orte, snodo fondamentale per la nostra provincia, sarà quindi finalmente valorizzata. Nella speranza che i lavori partano al più presto, qualcuno si lecca già i baffi pensando a quanti benefici potrebbe portare l’alta velocità a settori come quelli della costruzione, del turismo e dell’industria, che sono con l’acqua alla gola da mesi.

Ma i benefit potrebbero andare a toccare anche altre opere pubbliche ferme con le quattro frecce da anni, su tutte la grande incompiuta: la Orte-Civitavecchia. Quest’ultima potrebbe trasformarsi da grandissimo ed odioso spreco di tempo e denaro in arteria fondamentale per tutto il nord del Lazio e non solo. In effetti, i tempi fanno sognare: il 26 maggio il Tar sarà chiamato ad esprimersi sull’ultimo tratto (Monteromano-Tarquinia) e, nell’ipotesi in cui i giudici dovessero approvare il piano di Anas, finalmente la superstrada verrebbe completata dopo 46 interminabili anni.

Pensate che, con una fermata ad alta velocità e con una superstrada completata, Viterbo si troverebbe al centro di un polo turistico, commerciale ed industriale perfetto: porto di Civitavecchia, autostrada A1 Milano-Napoli, l’area industriale di Terni, la Ancona-Perugia e, per l’appunto il nodo intermodale di Orte. La Città dei Papi potrebbe addirittura giocare un ruolo di primo piano in questo scenario andandosi a “fondere” con Civitavecchia, sempre che i due sindaci mandino in porto le trattative.

Insomma, il treno – in senso figurato ma non troppo – sta per passare. E Viterbo non può farsi trovare impreparata.

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