Il lavoro della regista sarà presentato in anteprima a settembre alla 77esima mostra Internazionale d'Arte Cinematorafica di Venezia

L’altopiano dell’Alfina sbarca al Festival di Venezia con “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher

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Il racconto della distruzione del paesaggio agrario e la rivolta dei contadini: questi i temi di “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher, che verrà presentato in anteprima alla 77esima mostra Internazionale d’Arte Cinematorafica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre.

Un’opera di denuncia, in cui la regista intende mettere in primo piano l’operato dei contadini della zona nell’alta Tuscia, che nel documentario si riuniscono per celebrare il funerale dell’agricoltura contadina.

Lei stessa ne parla nelle note di regia:

Nell’autunno scorso, durante una passeggiata sul confine tra Umbria, Lazio e Toscana, raccontavo all’amico e artista JR le mie preoccupazioni sulla distruzione del paesaggio agrario, violato dal proliferare di monoculture intensive che stanno trasformando interi territori. Gli raccontavo, da figlia di un apicoltore, della grande moria di insetti che ne deriva, e delle lotte dei piccoli contadini che provano ad arginare questo fiume in piena di speculazioni e pesticidi.

Ad un certo punto ci siamo fermati ad un crocevia: su tutti i fronti si dipartivano fino a raggiungere l’orizzonte file ininterrotte di noccioli. Mentre guardavamo ci siamo detti che sembrava un cimitero di guerra. Sulla via del ritorno abbiamo deciso: se sembra un cimitero, dobbiamo celebrare un funerale. Ma che sia un funerale pieno di vita! Così è nato il progetto dell’Omelia Contadina: un’azione cinematografica con cui, attraverso il nostro lavoro, abbiamo voluto sostenere la lotta di piccoli agricoltori e cittadini dell’altopiano dell’Alfina. Un funerale, ma anche un inno di speranza dedicato a tutti coloro che giorno dopo giorno ci tengono in vita, producendo il nostro cibo”.

Dopo l’esordio da regista con “Corpo celeste”,  nel 2014 la Rohrwacher vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes per “Le meraviglie”.

Nel 2018 ottenne invece il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes per “Lazzaro felice”.

 

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