L’amore della bella Galliana: l’inizio di una nuova “meravigliosa storia”

Da questa settimana, sempre nella stessa rubrica, racconteremo delle prime cronache, relative alla città di Viterbo, scritte dal cronista Lanzillotto

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sagginiCon l’ultimo articolo della rubrica “La nostra meravigliosa storia”, uscito domenica 17 novembre, abbiamo concluso la rivisitazione storica della prima e unica fioritura del Comune di Viterbo. Ogni settimana, in tante puntate, abbiamo raccontato dettagliatamente, tutto quel periodo fulgido, quando Viterbo ospitava il Pontefice con la Curia e la Corte papale.

Da questa settimana, sempre nella stessa rubrica, racconteremo delle prime cronache, relative alla città di Viterbo, scritte dal cronista Lanzillotto, che riguardano le prime pagine scritte, della nostra storia, con al centro un personaggio molto familiare ai viterbesi: la Bella Galliana.

Per entrare meglio in questi scenari antichi, diremo subito che prima del XII secolo, quasi nessuno ha scritto sugli avvenimenti storici. Infatti, le prime cronache si registrano nel XII secolo, e Lanzillotto è un anticipatore. Scrive dunque il nostro cronista, che a Viterbo nel XII secolo c’erano sei Meraviglie o Nobiltà, e le elenca tutte: Viterbo era un Comune libero che non doveva rendere conto a nessuno; La Bella Galliana; Un giullare di nome Frisigello; Anna dai capelli rossi e verdi; L’Altare Viareccio e il Cavallo animoso.

Nella presentazione che ne fa Lanzilotto, tra le sei nobiltà non vengono indicati altri punti di contatto, oltre all’appartenenza alla stessa città. Nel mio libro “Le nobiltà dei Viterbesi”, io invece, le ho inserite in un unico contesto, servendomi delle numerose e pittoresche leggende, fiorite su ciascuna di esse, per stabilire dei rapporti che conferiscano una certa unità, al corpo del racconto. Nasce così, la storia d’amore tra Frisigello e Galiana: un amore contrastato non solo dai genitori della fanciulla, per le modeste condizioni sociali del giullare, ma anche da Anna, la verde-rosso chiomata, quando questa comincia ad identificare in Frisigello il suo ideale di uomo.

E’ questo il filone principale della narrazione, che si snoda attraverso una serie di episodi, fino alla drammatica conclusione dell’assedio posto alla città, dal nobile romano di cui Galiana aveva rifiutato le insistenti proposte amorose. Come spesso avviene, quando le vicende di cui si parla, appartengono a secoli ormai remoti, la leggenda interviene ad integrare ed a ravvivare le scarne notizie storiche, disponibili sul periodo. Quindi, cari lettori, vi prenderò per mano, e vi condurrò in percorsi scritti dalla fantasia popolare, dalle leggende metropolitane e dalle leggende tradizionali.

Leggerete quello che io ho immaginato di trovare nel diario di una mia antenata, e  rimarrete stupiti di quanto accadde, e capirete perché la Bella Galliana, personaggio principale della storia che termina in tragedia, ancora oggi è ricordata da tutti i viterbesi. Tuttavia, su queste e su tutte le altre figure, che si alternano e si succedono nelle pagine del mio volume, emerge e domina incontrastata la fresca innocenza di Galiana, la cui bellezza, oggetto di universale ammirazione, diventerà ben presto per lei, motivo di angoscia e sarà, infine, la causa della sua morte.

Questo personaggio è rimasto ancora oggi oggetto di ammirazione, trasmessa di padre in figlio. Tanto che, il Palazzo Poscia di Via Saffi, per una leggenda metropolitana, era la casa dove abitava Galliana. Mentre il sarcofago romano, che si trova sulla facciata della Chiesa di S. Angelo in Spatha, in Piazza del Plebiscito, è quello della Bella Galliana (quando nel secolo scorso è stato aperto, per trasportarlo al Museo Civico, dentro non è stato trovato niente). Inoltre una torre che si trova accanto a Porta Faul eretta dal Podestà, Corrado del Branca da Gubbio, un secolo dopo la morte di Galliana, sempre per una leggenda metropolitana, è la Torre della Bella Galliana.

Seguitemi, lasciatevi prendere per mano, ed io settimana dopo settimana, vi narrerò la storia della Bella Galliana e di tutte le altre Meraviglie o Nobiltà di Viterbo del XII secolo, sperando di non annoiarvi.

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