Coronavirus: l' Europa della culona Merkel e dei tulipani olandesi non vuole aiutarci, ma affogarci

Lasciano da sole a morire Italia e Spagna. E’ l’ ora di minacciare l’ Italexit! Che farà il pavido premier?

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merkel von leyen conte
Rispetto si', ma ci risparmino le lagne!
Foto di Erika Orsini

Come volevasi dimostrare (ma dov’è la sorpresa?), all’ Europa egemonizzata dall’ avara culona Merkel e dalla sua creatura – l’ elegante baronessa Von der Leyen, paracadutata tra mille polemiche sulla guida della Commissione bruxellese – non passa nemmeno per l’ anticamera del cervello di aiutare noi italiani “terroni” e “mangiaspaghetti” – trattati come fossimo tutti mafiosi e ladri – a sostenere l’ urto dell’ emergenza economica e sociale creata dallo sconquasso Coronavirus.

Non gliene può fregar di meno di noi ai nipotini del Fuhrer, così come ai mediocri olandesi produttori di graziosi tulipani, agli austriaci sottomarca dei teutonici, ai quei quattro gatti dei finlandesi felici di essere pochi e ricchi. Tutto il nord del continente, dimostrando un meraviglioso senso di solidarietà, se ne sbatte i coglioni di noi e del nostro record di morti e sofferenze, che verrà uguagliato da un conseguente record di disoccupazione, di fame, di imprese e negozi che chiudono i battenti. Alla faccia degli ideali su cui venne edificata l’ Unione europea! Alla faccia degli ottimi propositi dei padri fondatori, tra cui il nostro Alcide De Gasperi, che si starà rivoltando nella timba!

La Germania non ha più governanti illuminati e preveggenti come il grande Konrad Adenauer. Ha una donna malvagia e tirchia, asservita alle logiche del rigore di bilancio e del benessere delle sue pasciute banche. Lei ragiona col portafogli, servirebbe un pò di cuore e di memoria storica, che la panzer-cancelliera non ha. Perché, al di là delle analisi tecniche che lascio agli esperti e ai giornaloni inginocchiati al debole e ritardatario avv. Conte, la verità è una sola: a noi e agli spagnoli (e ai francesi, che si sono aggiunti alle pressanti richieste di Roma e Madrid solo quando hanno capito di essere stati anche loro colpiti duramente dal Covid-19) vogliono dare molto meno di quello di cui avremmo bisogno per non affondare nella depressione e sperare in una ripresa.

ueE – soprattutto – gli aiuti ce li vogliono ammannire a caro prezzo, a condizioni da strozzo. A questo servirebbe, in sostanza, farci ingoiare l’ amaro calice del MES, il decantato “Fondo salva–stati”, che di Stati salverebbe solo i loro e a noi ci ammazzarebbe! Non vogliono, gli sparagnini “amici” del Nord condividere con noi uno straordinario sforzo finanziario, comuni pesi e comuni responsabilità.

Ma per quale ragione dovrebbero scendere dal loro podio di alterigia ed egoismo se finora hanno sempre trovato negli esecutivi italiani pappemolle ossequienti e schiavetti di un’ astratta e utopica ideologia europeista che non si è mai, e dico mai, tradotta in fatti? E allora che cosa possiamo sperare dal vertice a distanza di domani tra i capi di stato e di governo? Poco, molto poco… Lo si è già visto nel rissoso e inconcludente Eurogruppo di ieri sera e ieri notte.

C’è da augurarsi soltanto che il premier e il ministro dell’ Economia vendano almeno cara la pelle e si decidano a pronunciare formalmente la minaccia che, unica, può preoccupare e spaventare gli amiconi del Nord telecomandati dalla culona: “Signori, o ci venite incontro o consiglieremo al nostro popolo di girare i tacchi e di andarsene da questa Europa infida!”. Ma figurarsi.. Quando mai tireranno fuori gli attributi tizietti alla Conte e alla Gualtieri? A quel punto sarà l’ opposizione a raccogliere il testimone della protesta che cresce di ora in ora nel belpaese. Di fronte a questa gelida e tirchia Europa che ci respinge, Italexit!

 

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