L’autocertificazione non cambierà: per visitare i congiunti basterà scriverlo nelle dichiarazioni

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Famiglia

Niente nuovo modulo per l’autocertificazione, a differenza di quanto si vociferava. Cadono dunque le critiche per i “troppi” moduli in merito a tale possibilità. Il governo ha scelto di mantenere l’ultimo emesso: dunque i nuovi permessi potranno essere indicati nelle note/dichiarazioni, uno spazio apposito.

Si fa riferimento soprattutto al tanto discusso discorso delle “visite ai congiunti”, sulle quali comunque rimane una certa confusione. Sì, una confusione in merito al valore della parola “congiunti”, che appare in realtà, sotto forma alquanto diversa, in un articolo del codice penale. In tale articolo infatti viene definito il significato dell’espressione “prossimi congiunti”, i quali sarebbero: “gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorché sia morto il coniuge e non vi sia prole”.

Tuttavia, in questi giorni più testate giornalistiche e alcune voci politiche di notevole importanza avrebbero affermato che tali “congiunti” includerebbero anche i partner e gli affetti stabili.

Tutto consisterà nel capire il metro che rende un affetto “stabile” o un partner tale, e magari nell’attendere qualche chiarimento dalle parti alte della legge.

 

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