“Lavori socialmente utili in cambio del reddito di cittadinanza: solo tre adesioni, gli altri preferiscono rinunciare al sussidio”

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Lavori socialmente utili in cambio del reddito di cittadinanza.

Vasanello è stato uno dei primissimi comuni, nel Lazio, ad attuare il dettato previsto dalla normativa, introdotta nello scorso mese di gennaio, secondo cui: “i beneficiari del reddito dovranno dare la propria disponibilità a svolgere attività non retribuite “in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”, mentre continueranno la loro ricerca di un lavoro tramite i Centri per l’impiego.

A distanza di circa un mese, abbiamo intervistato l’assessore ai Servizi Sociali del comune, Luigi Stefanucci per avere un feedback sull’avvio del progetto.

“Ad oggi i percettori di reddito di cittadinanza che sono stati contattati in merito all’idoneità a svolgere lavori socialmente utili sono stati circa 18.

Ci tengo a sottolineare che si tratta di un lavoro solto in autonomia dagli uffici preposti del Comune, non essendo ancora allineato il sistema con i dati dei centri per l’impego.

Mentre all’inizio hanno dato tutti la loro disponibilità, quando però si è trattato di iniziare a “tradurre in pratica” la prestazione d’opera, sono arrivati certificati medici, rinunce e rifiuti che hanno portato anche alla segnalazione.

Di fatto, coloro che non hanno accettato, hanno rinunciato al reddito mensile di cifra variabile tra 100 a 900 euro che da circa 18 mesi stavano percependo e sono rimasti a casa.

In pratica ad essere impiegati nei lavori socialmente utili, ad oggi, sono solo tre persone.

Il Comune di Vasanello, dopo una procedura lunga e complessa, da attivare in sinergia con il Centro per l’Impiego, è stato uno dei primi a livello regionale, e forse nazionale, ad aver attuato il provvedimento.

Il nostro obiettivo era quello di impiegare la totalità dei percettori in attività che potessero portare benefici per l’intera comunità – continua   Stefanucci.

Per questo abbiamo studiato una serie di progetti relativi a diversi ambiti: ambiente, sostegno alla Protezione Civile comunale, agli anziani, assistenza in biblioteca e sorveglianza scolari.

Un insieme di interventi ad ampio raggio, insomma, finalizzati all’etica del rispetto e della condivisione del patrimonio comunale.

Purtroppo però, visto l’esito e la scarsa adesione, siamo costretti a constatare che l’ottica della condivisione e del prestare un servizio utile al proprio paese non ha avuto il successo che speravamo.”

Ancora una falla, insomma, nel reddito di cittadinanza che, alla luce delle numerose truffe scoperte in tutt’Italia e delle criticità come quelle appena ascoltate dall’assessore Stefanucci, andrebbe sicuramente ripensato nella sia finalità e nella sua applicazione.

 

 

 

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