Lavoro nero e caporalato: serve la sinergia di forze dell’ordine, magistratura e politica

Il 24 ottobre a Viterbo l’assessore al Lavoro del Lazio presenta la nuova legge regionale in materia

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Caporalato e sfruttamento del lavoro in agricoltura. Le istituzioni intervengono. L’assessore regionale Claudio Di Berardino arriva a Viterbo, il 24 ottobre prossimo, per presentare la legge regionale sul fenomeno.

D’altronde, la crisi non demorde; i lavoratori immigrati non cesseranno di essere materia prima per chi voglia sfruttarli; il territorio e il panorama economico, con tante microaziende agricole e dell’allevamento, del Viterbese è adatto a episodi illegali di questo tipo. Da qui, servono da un lato interventi repressivi delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie.

Dall’altro anche la politica e le istituzioni devono fare il proprio mestiere, e mettere a disposizione di carabinieri, polizia e finanzieri (ma anche l’ispettorato del lavoro) degli strumenti legislativi adatti alla piaga del caporalato e dello sfruttamento del lavoro.
“A distanza di pochi giorni, nella provincia di Viterbo, si sono concluse tre inchieste che riguardano lo sfruttamento del lavoro in agricoltura e rivolgo un plauso alle forze dell’ordine e agli altri soggetti istituzionali che hanno permesso di far luce e porre fine a questi casi – dice l’assessore al Lavoro della Regione Lazio -. Sono episodi che testimoniano quanto la categoria dei lavoratori agricoli abbia bisogno di strumenti di protezione particolari.

Dopo l’avvio di una fase sperimentale nella provincia di Latina, il 24 ottobre saremo a Viterbo: all’università degli studi della Tuscia illustreremo la legge regionale per il contrasto al lavoro nero in agricoltura. Legge che, tra le varie azioni, mira all’incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro, a costruire una rete del lavoro agricolo di qualità e che valorizzi le imprese sane”.

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