Donne in Polizia: da 60 anni un ruolo decisivo nella lotta ai reati.

Il ringraziamento da parte de Lamiacittanews per il sano e continuo lavoro da parte delle donne nelle Forze dell'Ordine

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La mia Città news esprime profonda gratitudine per il lavoro delle Forze armate, e delle donne all’interno dei vari corpi militari, e una riflessione sul loro lavoro di prevenzione delle violenze.

Oggi sono esattamente 60 anni dall’ingresso effettivo delle donne in Polizia. Il 7 dicembre 1959, con la legge n. 1083, nel nostro Paese furono istituiti i ruoli delle Ispettrici e delle Assistenti di Polizia.

“IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1. Sono istituiti i ruoli delle “Ispettrici di polizia” – carriera direttiva – e delle “Assistenti di polizia” – carriera di concetto – presso l’Amministrazione della pubblica sicurezza.”

Molte sono le donne in servizio presso la Questura di Viterbo e in Italia.

Inizialmente le donne in Polizia avevano dei compiti specifici: si occupavano di buoncostume e reati commessi o subiti da donne e minori.

Oggi la Polizia è il corpo armato con più donne: più di 16.000,di cui il 35% lavora in ambito dirigenziale. Nel 1961 una donna, per la prima volta, varcò gli uffici, ma fino al 1981 ebbe un ruolo ancillare, circoscritto a temi di moralità pubblica. Da quel momento in poi, invece, le donne ebbero accesso a tutte le qualifiche.
Un cambiamento di cui tutti gli italiani devono essere fieri.

Le donne in Polizia rappresentano al meglio i valori della forza dello Stato, della protezione dei più deboli, della fedeltà alla Costituzione, come fanno anche tutte le donne che lavorano nei altri corpi dello Stato.
Importante e delicato il loro ruolo nella prevenzione dei reati, in particolare del femminicidio .

Dobbiamo gratitudine alle nostre forze armate, che rappresentano lo Stato e rischiano la vita per proteggerci.

Si legge in una vecchia rivista dedicata alla Polizia:
“Sotto l’elegante uniforme – giacca camicia berretto con visiera – c’è sempre un cuore di donna e di madre pronto a stringere a sé un bambino in lacrime o a confortare un’anima in pena, ma c’è di più, la coscienza di compiere senza difetto il proprio dovere, una dirittura morale inflessibile, una energia indomita che fa di questi angeli di giustizia l’assillo anche di malfattori” .

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