Le Madri della Costituzione Italiana

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Sono tante le donne italiane che la storiografia ufficiale ha reso invisibili o ha citato solo trasversalmente, come mogli o compagne di, senza mai evidenziarne -anzi sminuendo – il ruolo importante da esse rivestito, non solo combattendo in prima linea, ma come supporto logistico e infermieristico, e in tante piccole e grandi mansioni.

Delle 21 donne costituenti, 5 entrano nella “Commissione dei 75”: Maria Federici (Pci), Angela Gotelli (Dc), Nilde Iotti (Pci), Lina Merlin (Psi) e Teresa Noce (Pci).

Pur appartenendo a partiti diversi, queste donne seppero allearsi e far fronte comune nella rivendicazione e nell’affermazione di diritti comuni.

Una particolare attenzione viene da loro rivolta al tema della famiglia, a partire dall’uguaglianza dei coniugi, in opposizione a buona parte dei colleghi maschi che sostenevano la necessità di un sistema gerarchico all’interno della famiglia con, naturalmente, al vertice il marito.

Altri temi fondamentali saranno, in ambito lavorativo, la tutela della maternità, la parità dei salari, la pari opportunità nell’accesso a tutte le professioni. Le consultrici, il 25 luglio 1946, chiesero e ottennero inoltre di estendere il premio della Repubblica, di lire 3.000 alle vedove di guerra e alle mogli dei prigionieri: come manifestazione di solidarietà per le durissime condizioni di vita in cui versavano quelle donne con le loro famiglie e che le ponevano fra le più colpite e misere categorie della nazione.

Tutte s’impegnarono per la parità, compresa quella salariale, denunciando alla “Commissione dei 75” qualsiasi tentativo discriminatorio volto a escludere le donne dal lavoro extradomestico, come quello che introduceva le parole essenziali alla funzione familiare nell’articolo riguardante la tutela della maternità o quello che limitava l’accesso delle donne alle carriere pubbliche.

Oltre a battersi per l’introduzione di leggi a protezione dell’infanzia e delle donne, come per esempio il riconoscimento dell’eguaglianza tra figli nati all’interno e al di fuori del matrimonio e per cancellare la definizione “figli di N. N.” destinata a questi ultimi, le Madri Costituenti si uniranno nel sostegno all’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Articolo, ahimè, spesso disatteso.

E la storia non finisce qui….

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