Le processioni della Madonna Liberatrice, un fatto di antico costume che oggi incuriosisce

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Le processioni sono state sempre una manifestazione di fede, che nel medioevo era molto sentita. E’ questo un rito liturgico che ha sempre avuto una funzione espiatoria, o propiziatoria o anche un corteggio che accompagna un simbolo sacro.

Recentemente nella Chiesa della SS. Trinità, con le celebrazioni dei 700 anni dal famoso miracolo operato dalla Madonna Liberatrice, quando scacciò i diavoli che erano riusciti a scappare dall’Inferno, facendoli ritornare nel luogo di dannazione, attraverso la “callara” del Bullicame.

I fatti citati da diversi cronisti, raccontano come quella notte tanti uccelli neri, presi nel vortice di un grosso fortunale, che si era abbattuto sulla città, volavano su Viterbo mandando nell’aria stridii che qualcuno interpretò come: “Vi porteremo tutti  all’inferno”, o frasi simili.

I viterbesi presi dal panico corsero nella Chiesa dei Frati Eremitani (attuale Chiesa della SS. Trinità), dove era l’effige di una Madonna, e pregarono a lungo per essere salvati. La Madonna ascoltò le loro preghiere, e cacciò i diavoli che volavano su Viterbo, facendoli tornare all’Inferno. Ci furono testimoni che affermarono di averli veduti tuffarsi nella “callara” del Bullicame.

La “callara” del Bullicame

Da quel giorno la Madonna prese l’attributo di “Liberatrice” e in suo onore furono fatte tante processioni.

In quel tempo tutto il popolo doveva partecipare alle processioni, e per evitare che tutti i cittadini potessero confondersi, era stato anche scritto l’ordine di partecipazione. Lo abbiamo letto in un documento dell’epoca, che i Frati Agostiniani hanno riprodotto in un pannello in mostra nella Chiesa.

La Chiesa della SS. Trinità dal Colle del Duomo

Questo era l’ordine con il quale dovevano sfilare in processione, dopo i religiosi, tutti i cittadini divisi per censo, professione e per mestiere. Prima i Giudici, poi i Medici, i Notai, I Mercanti, gli Speziali, i Fabbri, i Calzolai, i Macellai e i Pescivendoli. Poi, i Falegnami, i Lanaroli, i Conciatori, i Ciabattini, i Pellicciai, gli Osti. gli Albergatori, gli Ortolani, i Mugnai, i Pastori, i Ristoratori, i Cerusici, i Muratori, gli Scalpellini, i Vasai e infine a chiudere la processione i Muratori. Sembra di rivedere questi personaggi sfilare nei loro costumi e nella loro antica semplicità.

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