Le reliquie di Santa Rosa da Viterbo su Rai 1

Il culto delle reliquie di Santa Rosa tra storie straordinarie e misteriose: ricordiamo il miracolo del pane e il trasporto della macchina, nella speranza che quest’anno si possa festeggiare e onorare la nostra patrona come da tradizione

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Ieri, su Rai 1, è andato in onda il servizio dedicato alle reliquie di Santa Rosa: tra storie straordinarie e misteriose.

Infatti, il culto delle reliquie – nel corso del tempo – ha assunto un’enorme peso e diffusione. Dietro queste storie, si nasconde la misteriosa vicinanza a un frammento del corpo di un Santo, stabilendo così un contatto diretto con il divino. Tutt’oggi suscitano devozione e forte attrazione.

Durante un breve video dedicato al santuario di Santa Rosa da Viterbo, suor Francesca Pizzaia, mostra il giardino del monastero e illustra le centinaia di rose piantate nel posto, ricordando il miracolo del pane.

Per chi non conoscesse la storia, Rosa rinunciava al cibo per donarlo a chi era meno fortunato di lei. Un gesto forte e coraggioso ma non condiviso dal padre, che era molto preoccupato per la salute della figlia denutrita. Un giorno, il padre Giovanni, le chiese di fermarsi davanti alla porta di casa e di mostrare cosa nascondesse nel grembiule – dove aveva del pane che avrebbe donato ai poveri – ma al posto del cibo apparirono delle bellissime rose rosse.

Dentro al monastero, è presente anche il corpo della Santa, il reliquiario contenente alcuni semi d’uva trovati nell’intestino di Rosa nel 1921 ed infine, ma non meno importante, il cuore di Santa Rosa, portato in processione – durante la sfilata del Corteo Storico di Viterbo – la sera del 2 settembre.

A lei è dedicata la macchina di S. Rosa, una struttura trionfale che innalza la statua al di sopra dei tetti di Viterbo. La macchina è alta circa 30 metri e pesa 51 quintali. Ogni anno, la sera del 3 settembre, la “torre” viene sollevata e portata in processione a spalle da 113 “Facchini di Santa Rosa”, che percorrono poco più di un chilometro tra le vie della città, talvolta molto strette e ripide. La macchina è stata riconosciuta da poco patrimonio immateriale dell’umanità (UNESCO).

Il trasporto della macchina di Santa Rosa è l’evento annuale principale dei viterbesi, e non solo, catalizza e manipola l’intera città e un numero sempre maggiore di turisti provenienti da qualsiasi parte del mondo. Una tradizione che i viterbesi si aspettano di poter festeggiare i primi di settembre, dato che lo scorso anno l’evento è stato annullato a causa dell’emergenza sanitaria.

Sempre e comunque “evviva Santa Rosa!”

 

 

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