Si svolgerà all’Auditorium del Centro Culturale di Valle Faul

Le urgenze in Neuroscienze, venerdì il convegno Asl

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Venerdì 3 dicembre, presso l’Auditorium del Centro Culturale di Valle Faul a Viterbo, si terrà l’incontro, corso di formazione Ecm, dal titolo “Le reti tempo dipendenti, le urgenze in Neuroscienze”, organizzato dalla direzione strategica della Asl viterbese, dal dipartimento di Neuroscienze e organi di senso e dal Dipartimento di emergenza e accettazione.

L’argomento del congresso riguarda la gestione delle urgenze neurovascolari in neuroscienze, problematica al centro dell’organizzazione delle reti tempo dipendenti, le cui patologie rappresentano gravi quadri clinici che devono essere diagnosticate e trattate nel minimo tempo possibile in ospedali che possiedono tecnologie e professionalità adeguate alla loro gestione.

Le urgenze di area neurologica, ictus ischemici ed emorragici, sempre più frequentemente diagnosticate nelle fasi acute, presentano spesso problematiche clinico diagnostiche rilevanti per la gestione del malato poiché è alta la mortalità e la disabilità ad esse collegate. La diffusione delle opzioni diagnostico terapeutiche per la gestione di tali patologie, conferma la centralità dell’approccio multidisciplinare.

La condivisione del percorso è perciò rivolta a tutti gli attori che ne prendono parte, il medico di medicina generale, il medico del 118, il medico del pronto soccorso, il neurologo, l’anestesista, il radiologo, il neuroradiologo, il neurochirurgo ed il personale del comparto coinvolto nelle varie fasi. La Asl di Viterbo, da questo punto di vista, ha raggiunto l’obiettivo di realizzare dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali (PDTA) che costituiscono la base per lo sviluppo di una rete aziendale solida e completa che possa essere condivisa con i territori vicini, nell’ottica del concetto di medicina di prossimità.

“I tempi di intervento e la snella gestione di comunicazione tra i vari presidi con l’Hub di Belcolle – afferma il direttore del Dipartimento di emergenza e accettazione, Alberico Paoletti – sono l’aspetto centrale per una risposta valida e adeguata ai bisogni di salute di pazienti che presentano un quadro clinico improvviso caratterizzato da sofferenza del sistema nervoso centrale. Nel corso del tempo i nostri percorsi si sono strutturati e rodati in maniera efficace”.

“Il percorso è stato lungo nel corso di questi anni – aggiunge Nicola Falcone, direttore dell’unità operativa di Neurologia – ed è partito dal trattamento dell’ictus ischemico con trombolisi e successivamente con l’introduzione della trombectomia a Belcolle. I numeri sono rilevanti e i risultati gratificanti”.

“La rete dell’urgenza tra i diversi presidi con la possibilità di effettuare in urgenza anche negli ospedali periferici esami Tac ed Angio Tac cerebrali – aggiunge Mariano Ortenzi, direttore dell’unità operativa di Diagnostica per immagini di Belcolle -, ci consente di porre in essere una immediata indicazione alla centralizzazione dei pazienti con accidenti neurovascolari. Inoltre, tecnologia presente a Belcolle, in particolare mi riferisco all’angiografo digitale, consente con l’attuale staff di professionisti la gestione, non solo degli ictus ischemici attraverso trombectomia, ma anche quella delle emorragie da rottura di aneurismi cerebrali”.

“Credo che in questi quattro anni, grazie anche al lavoro svolto dai colleghi già precedentemente – conclude Riccardo Antonio Ricciuti, direttore del dipartimento di Neuroscienze e organi di senso -, siamo riusciti a formulare un lavoro di squadra molto importante, realizzando sinergie fondamentali allo sviluppo di una rete che sia capace di diagnosticare e trattare i pazienti che presentano patologie neurovascolari acute, ischemiche o emorragiche, che necessitano di un percorso articolato, snello, veloce e di prossimità. Oggi l’ospedale di Belcolle può trattare questi casi grazie alla progressiva e continua introduzione di nuove tecnologie di ultima generazione e all’acquisizione di professionalità. Tutti gli attori presenti risultano necessari per la scelta della più adeguata indicazione terapeutica. Mancando una sola delle realtà cliniche, si smonterebbe l’organizzazione come un castello di carta”.

 

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