A Viterbo ha votato il 61,61% degli aventi diritto, nella precedente consultazione era stato il 62,69

Leggera flessione nell’affluenza, consapevolezza o ‘dovere’ verso parenti e amici?

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L’appello ai cittadini a recarsi a votare, rivolto da tutti i candidati sindaco, sembra sia stato ascoltato.

Il temuto crollo dell’affluenza non c’è stato, soltanto un leggero calo di quasi due punti percentuali in meno.

Nella Tuscia infatti ha votato il 64,42% della popolazione contro il 66,35 della precedente tornata elettorale.

A Viterbo il calo percentuale è stato ancora più contenuto: l’1.08. A recarsi alle urne il 61,61% degli elettori mentre nella precedente competizione era stato il 62,69.

Un segnale importante che testimonia come i cittadini, nonostante le innumerevoli espressioni di scetticismo e disillusione espresse sui social nei giorni precedenti il voto, abbiano recepito l’importanza di questo voto per il futuro di Viterbo.

La posta in palio è alta.

Con il responso che uscirà dalle urne, – lo scrutinio inizia dalle ore 14 – la città rischia di giocarsi anche quel pizzico di pseudo autonomia che finora, almeno a parole, rivendicava da Roma e dalle istituzioni capitoline.

Naturalmente la parola definitiva spetterà a chi si recherà alle urne il 26 giugno per il secondo turno.

Al momento, infatti, il ballottaggio resta l’ipotesi più probabile.

Qualcuno più smaliziato vede invece nella leggera flessione dell’affluenza solo il ‘dovere’ di parenti, amici, conoscenti a votare almeno uno degli oltre 700 candidati consiglieri.

 

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