La rivolta anti-lockdown di Napoli

L’esasperazione è comprensibile, ma la violenza porta solo allo sfacelo dello Stato

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Proteste a Napoli
Il direttore Giovanni Masotti

La rivolta che si è accesa ieri notte in molte vie di Napoli – le violenze, le devastazioni, gli attacchi alla polizia – è un campanello d’ allarme sul campo di battaglia in cui l’ Italia si potrebbe trasformare a causa dell’ esasperazione e della disperazione in cui l’ hanno ridotta il dilagare del Covid e l’ incapacità e l’ improntitudine di cui hanno dato prova i nostri governanti, se di governo si può parlare e non di confusione eretta a regola e di scararibarile di responsabilità tra centro e periferia.

Eppure, malgrado tutto – e di questo siamo fermamente convinti – la violenza non è mai giustificabile e i gruppi della criminalità organizzata e dell’ estremismo politico – che l’ hanno alimentata – non sono mai perdonabili. Se l’ esempio perverso offerto da Napoli vennisse seguito in altre città e in altre zone, sarebbe lo sfacelo dello Stato. Non ci sarebbe più niente fare. Sarebbe la vittoria del mostro Covid e la morte della nostra società e del nostro fragile futuro.

Bisogna tuttavia riflettere a fondo su quanto di preoccupante è avvenuto nel capoluogo campano. E non liquidarlo come frutto della delinquenza di pochi. Perché il malessere ha radici profonde. E va affrontato coraggiosamente e intelligentemente.

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