Libertà di separazione per i genitori, ma non dai figli

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I genitori si separino tra loro, non dai figli: La missione del modello CO.I.M.A.P. acronimo di “Consulenti integrati matrimoniali, avvocati, psicologi e pedagogisti”.

Ho scelto, tra le varie lettere che sono giunte alla nostra redazione, quella di Marco, un ragazzo di 15 anni che scrive:” Ho scoperto che i miei genitori pensano di separarsi. Cosa posso fare per convincerli a rimanere insieme?”. La lettera che ovviamente è molto più lunga ed articolata, parla del malessere di questo giovane per la separazione dei genitori, un malessere di tali proporzioni che lo ha convinto a scrivere alla redazione di un giornale. Non nascondo di provare un certo turbamento nel rispondere ad un giovane ragazzo anche per la difficoltà di trovare le parole più adatte. Come si può spiegare ad un figlio la separazione dei genitori?

La separazione  è una di quelle questioni assai complicate a trattarsi e non è difficile compiere  errori di comunicazione. Marco, tuttavia, ci chiede consigli affinché i suoi genitori desistano dal proposito separativo.

Supponiamo che i genitori di Marco stiano vivendo una parentesi critica del loro rapporto coniugale.

Al netto di crisi coniugali cosiddette “fisiologiche” laddove la crisi dovesse perdurare ed, anzi, aggravarsi, i coniugi-genitori, dovrebbero innanzitutto cercare di delimitare i motivi, circoscrivendone gli ambiti e l’estensione, poi individuare eventuali risorse di coppia per il superamento della crisi e solo in un momento successivo pensare all’evento separazione.

Qualora dalla crisi, per quanto difficoltosa, si passasse subitaneamente alla domanda di separazione, si compirebbe senza meno, un errore di prospettiva e di logica separativa. Voglio dire che una crisi di coppia non può e non deve definirsi sempre e comunque con una separazione giacché nel mezzo esistono vari approcci e metodologie atte a scongiurare il pericolo di separarsi. Nel mio studio, ho adottato per esempio, un modello, che ho chiamato CO.I.M.A.P., ( consulenti integrati matrimoniali avvocati , psicologi e pedagogisti) che in un percorso di 5 sedute consegnano alla coppia il loro stato di “salute”. In realtà, i professionisti, avvocati, psicologi e/o pedagogisti, esaminano le possibilità ancora integre della coppia di rimanere insieme e una volta individuate si punta, con il lavoro integrato di tutti, anche della coppia, alla ricomposizione del nucleo. Quando si accerti, invece, l’insuperabilità dei  conflitti in essere si promuovono, sempre con lavori integrati ( coppia –professionisti) opzioni di separazione confacenti a quel nucleo, proprio a quello! Come un vestito su misura, come un vestito sartoriale. In tale passaggio eventuale si consegnano anche gli strumenti più efficaci  per comunicare in modo indolore ( o quasi) ai figli l’intenzione di separarsi. Spero che i genitori di Marco siano ancora nella fase della “risoluzione delle criticità di coppia” e che sia ancora possibile opzionare un nuovo modo di ricomposizione del nucleo familiare. Soprattutto a questo e per questo, servono i professionisti del diritto di famiglia. A cercare e trovare una soluzione sostenibile e praticabile proprio da quella singola coppia. A Marco posso solo dire che laddove i suoi genitori si separeranno, evento che, ovviamente, scongiuriamo, essi saranno separati tra loro, non da lui!

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