Licci e Chiricozzi: “carne da macello” gli accusati dello “Stupro di Casapound”

In una lettera arrivata al padre di Chiricozzi, la diversa interpretazione della vicenda, a partire dallo strano caso del pugno che non compare nella cartella del pronto soccorso

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“Dopo mesi e mesi di infamie, insulti, falsità, finalmente una voce che ci dà la forza di andare avanti per far emergere la verità”.

A parlare è il papà di Francesco Chiricozzi, il ragazzo che, insieme a Riccardo Licci, è stato accusato e condannato per lo stupro di gruppo che si sarebbe consumato all’Old Manners, un pub di Viterbo, nell’aprile dello scorso anno.

“Abbiamo ricevuto in questi giorni una lettera che smonta completamente la ricostruzione dell’episodio così come è stato raccontato e rappresenta una testimonianza importante per portare alla luce la realtà dei fatti – prosegue Chiricozzi – Ci sono moltissimi dettagli che fanno riflettere e che, finalmente, gettano una luce diversa sulla vicenda.”

E’ per questo che, in accordo con mia moglie, abbiamo voluto rendere pubblica questa lettera, proprio per far capire che, troppo spesso, la verità non è, o perlomeno non è solo, quella che ci viene raccontata.”

IO, DI SINISTRA, VOGLIO RIACCENDERE I RIFLETTORI SULLO STUPRO DI CASAPOUND.

Conosco vostro figlio, abbiamo un’amica in comune. Non mi piace e non condivido le sue idee ma non considero giusto quello a cui è stato sottoposto.

Carne da macello!

Diceva così mio padre, quando sentiva nominare i due ragazzi protagonisti dello stupro di Casapound a Viterbo.

Lui è un attivista di sinistra, antifascista convinto. Per lavoro ha amici tra la Mobile e la Digos e se dice una cosa…. non parla mai per sentito dire. Ripensandoci non partecipò neanche con me e mia madre alla manifestazione in piazza di maggio, quando scoppiò il caso, adducendo la scusa del brutto tempo.

Mi ha detto soltanto che la signora, vittima dello stupro, era da anni seguita dai servizi sociali, e nota alle forze dell’ordine, che erano dovuti intervenire per lei più di una volta.

La cosa mi ha incuriosita a tal punto che, ad una giornalista che conosco, ho chiesto le copie della sentenza del giudice di primo grado, Elisabetta Massini.

Io sono una studentessa di Giurisprudenza agli ultimi esami e ho potuto sottoporre le motivazioni del giudice ad un professore per analizzarle in maniera più approfondita, per capire perchè abbia applicato il minimo della pena.

Il giudice afferma:

Come si evince dalle dichiarazioni di cinque testimoni, è la vittima a prendere l’iniziativa.

La donna in questione non è in grado di autoconservarsi.

La vittima, come riprende la telecamera del pub Old Manners (sede del fatto), segue volontariamente i due ragazzi nel locale.

Non ha sostenuto un’induzione all’assunzione di alcool.

Gli abiti sono stati ragionevolmente tolti dalla vittima volontariamente.

La donna mente in più occasioni per salvare se stessa, sapendo di avere il doppio dell’età dei due ragazzi.

Gli imputati non potevano sapere che la donna si trovava sotto gli effetti di psicofarmaci.

Dai referti medici c’è l’assenza di qualsivoglia lesione anche minima agli organi genitali.

La violenza inaudita, narrata inizialmente da un vicequestore molto prodigo di interviste, che ha dato il via alla mattanza mediatica che ha marchiato a fuoco Licci e Chiricozzi, era un rapporto largamente consensuale, non più tale alla fine perchè la donna si addormentava, stremata dal connubio di psicofarmaci e alcool.

Il mio professore afferma che il giudice li condanna perchè hanno avuto rapporti con un soggetto incapace di fornire un valido consenso.

Il giudice dice ai ragazzi che sono stati più coglioni che delinquenti.

Ma allora quel “carne da macello” di mio padre?

La risposta è sempre nella sentenza del giudice.

La donna quando al mattino si è recata al Pronto Soccorso ha parlato con diversi medici. Nella cartella – dice il giudice – redatta seguendo il codice rosa, non si fa alcun cenno ad un pugno. Lei non presenta ematomi intorno all’occhio sinistro che invece sarebbero dovuti essere ormai visibili.

Il pugno che avrebbe stordito la ragazza tanto da farle perdere la memoria viene fuori solo nel pomeriggio in questura e il mio professore sostiene che senza quel pugno le cose avrebbero seguito un altro corso.

Carne da macello!

Ho girato, prima del lockdown, per pub e bar di sera e ho parlato con alcuni ragazzi di Casapound, orfani dell’Old Manners, riconoscibili per il loro essere così anacronistici e “folkloristici”; qualcuno di loro, quando ho cominciato a fare domande sullo stupro di Casapound, si è messo a cantare “Trama nera, trama nera, so con te si fa carriera….”

Ho parlato con alcuni ultras della Viterbese, con degli skinheads, ma anche con semplici ragazzi più vicini a me.

Qualcuno è arrivato a pensare che il caso sia stato un pò gonfiato e qualcuno ha puntato il dito sulla Procura, sulla Digos….sul togliere di turno ragazzi che davano problemi a livello di ordine pubblico. I due erano attivisti mal visti e mal gestiti.

Gli hanno fornito loro stessi un assist incredibile per minare (meno male, dico io) la consistenza del movimento di estrema destra a cui apparteneveno.

Loro sono state le vittime sacrificali.

Ma il giudice Massini non si è fatto influenzare dal bombardamento mediatico e ha corretto il tiro.

Io voglio lavorare nel mondo della giustizia facendo mio il famoso motto di Voltaire “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perchè tu lo possa dire”. come ho dimostrato con questo articolo scritto a favore di persone lontane dal mio modo di pensare…

Non deve più succedere che se ti chiami Grillo o Genovese hai un trattamento diverso da chi ha un genitore che si chiama semplicemente Chiricozzi o Licci.

Un’ultima cosa: c’è stato un altro presunto stupro a Viterbo qualche mese fa. Avete visto sirene impazzite, foto dei presunti stupratori, nomi o semplici iniziali da qualche parte?

Carne da macello!

LETTERA PUBBLICATA A GARANZIA DELL’INFORMAZIONE DEMOCRATICA, NEL RISPETTO DEL PLURALISMO E DELLA LIBERTA’ DI STAMPA E DI OPINIONE.

 

 

 

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