DAI NOSTRI LETTORI

Liceo Mariano Buratti e Liberazione uniti in un solo abbraccio

Il 25 aprile a Viterbo raccontato dal nostro lettore Maurizio Biagiarelli, neo-viterbese da poco arrivato in città.

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La celebrazione del 25 aprile a Viterbo inizia con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della lapide che ricorda il professor Mariano Buratti, medaglia d’oro alla memoria, militante azionista che organizzò un gruppo partigiano attivo fra i monti Cimini, sopra Viterbo, arrestato, torturato e fucilato dai nazi-fascisti, al quale il 31 gennaio 1964 è stato intitolato il Liceo Ginnasio della città, di cui il professore era stato docente di storia e filosofia prima di entrare in clandestinità nel settembre del 1943. La Resistenza fu anche questo: professori che insieme ai loro allievi presero le armi contro gli invasori e la violenza della dittatura, come fecero nel Risorgimento a Curtatone e Montanara gli studenti e i professori dell’Università di Pisa. Buratti e i suoi partigiani sono un patrimonio comune di questa città, che unica in Italia va ad onorare la memoria dei suoi caduti per la libertà fin dentro il cancello di una scuola statale. Vedere una città soffermarsi in raccoglimento davanti al portone del suo Liceo e onorare la memoria di un professore che vi aveva insegnato è stato emozionante, per uno come me che alla scuola ha dedicato il suo lavoro nel campo editoriale, e che crede fermamente nel valore di emancipazione e libertà dell’istituzione scolastica.
Unire in un solo abbraccio la Liberazione e la Scuola è davvero il modo più bello per festeggiare il 25 Aprile. Per questo mi sento in dovere di dire grazie a Viterbo, la città in cui per libera scelta – e quindi non per caso – sono venuto a vivere da poco più di due anni.
Maurizio Biagiarelli

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