Lieve crescita del turismo nella Tuscia: italiani molti, stranieri ancora pochi

Secondo i report forniti da Confesercenti si evidenzia un andamento delle prenotazioni in lieve aumento rispetto l’anno scorso.

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Pasqua e Pasquetta all’insegna del sole e del bel tempo. I presupposti ci sono tutti per trascorrere una bella gita fuori porta, magari nella Tuscia, ricca di bellezze culturali e paesaggistiche.

Dalle terme ai laghi, dalla faggeta al mare, dai mostri di Bomarzo a Villa Lante.

Il territorio della provincia di Viterbo è indubbiamente uno scrigno da aprire e conoscere: ognuno dei sessanta paesi di un territorio vastissimo, che si estende dalla Toscana fin quasi a Roma, ha una sua peculiarità che lo rende straordinario.

La vicinanza con Roma, inoltre, fa della Tuscia la meta ideale per una mini-vacanza tra visite guidate e buon cibo.

Un insieme di fattori favorevoli, insomma, che, secondo i report forniti da Confesercenti, evidenzia un andamento delle prenotazioni al momento in lieve aumento rispetto l’anno scorso.

“Per quanto riguarda la provincia di Viterbo – afferma Peparello, coordinatore regionale area turismo della Confesercenti, prendendo in esame il ricettivo alberghiero ed extra alberghiero e differenziando per località e ricettività, l’aumento si può considerare prevalentemente italiano, ma con un piccolo incremento del mercato straniero lungo le coste.

Si riscontra rispetto allo scorso anno, un aumento della permanenza media da due giorni a 2,8 nell’alberghiero e 3,2 nell’extra alberghiero.

Discorso a parte per il comprensorio del lago di Bolsena dove le strutture campeggistiche hanno aperto in questi giorni, ed  anche in numero maggiore rispetto allo scorso anno; viste anche qui le festività pasquali, ed i ponti che consentono di tenere aperto più giorni, ed anche in previsione della pentecoste e dell’ imminente stagione turistica.

Lago di Bolsena
Lago di Bolsena

Sono previsti nell’extra alberghiero un generale aumento sia degli italiani, con pernottamenti in aumento, che degli stranieri dal 2,9 dell’anno scorso al 3,5, con soggiorni per lo più in strutture agrituristiche ed in alberghi.

Aumenta anche la spesa media e gli operatori tengono a precisare che i prezzi praticati sono ancora quelli di tre anni fa.

La città di Viterbo e le frazioni, anche essi borghi storici, risentono dell’andamento positivo un po’ tutta Italia, circa le mete di interesse storico artistico, ma anche legate agli eventi che si organizzano nel periodo primaverile; da segnalare dal 27 aprile al 1 maggio S. Pellegrino in Fiore, la fiera agricola di Tarquinia, il Palio di S. Anselmo di Bomarzo, ed anche le tante rievocazioni religiose, ovvero le processioni del Venerdì Santo, che toccano un po’ tutta la provincia viterbese,  e che si piazzano al terzo posto dopo le mete lacuali/campagna e marine.

Positive anche le prenotazione in agriturismi e b&b, che ci vengono confermati dai nostri coordinatori dall’extra alberghiero. Si prevedono infatti incrementi del 3-4% rispetto allo scorso anno con una permanenza da 2,5 a 3 giorni, e rappresentata dall’85% degli italiani e 10-15% stranieri.

Anche nelle strutture alberghiere viene confermato il dato positivo del 2018, con un incremento percentuale sia delle prenotazioni, sia della permanenza.

Anche dal comparto agenzie i nostri tuor operator incoming  segnalano arrivi internazionali in aumento anche italiani. Si conferma l’aumento di un giorno di permanenza sia per gli italiani che per gli stranieri.

graffignano
Graffignano

Infine, dice Peparello, intercettando gli operatori turistici della provincia di Viterbo, si coglie un segnale positivo sia in termini turistici che di consumi agro-alimentari. Questo grazie anche al  periodo pasquale ed alle nostre eccellenze della tradizione, come pizze di pasqua (sia dolce che salata al formaggio), salami  prodotti della tradizionale colazione di Pasqua, l’utilizzo in aumento dell’agnello, ma anche di uova al cioccolato e prodotti con nocciole dei Monti Cimini,  il tutto naturalmente accompagnato da oli di origine dop di Canino e della Tuscia, oltre a tanti rinomati vini della Tuscia sia doc che igp.

Unico dato negativo, la concorrenza della grande distribuzione che vende, e non si capisce come, prodotti a prezzo di realizzo, a discapito della qualità e artigianalità delle nostre imprese di produzione  e trasformazione che sempre più investono in qualità ed innovazione, anche in periodi come quelli attuali di forte crisi del mercato.

La strategia del marketing territoriale orientato si sta rilevando vincente sia nei partenariati pubblico o privato, e soprattutto nell’aggregazione di imprese in ambito enogastronomico che regge e risponde alla crisi, e che risponde positivamente ad una crescente domanda di persone oculate nei propri acquisti, ma attente anche alla qualità e genuinità dei prodotti e servizi nel rapporto qualità prezzo, inoltre penso alle iniziative come il VisitTuscia, Buy Lazio che hanno portato negli ultimi anni alla provincia di Viterbo, circa 2000 operatori professionali provenienti da tutto il mondo a conoscere ed acquistare i nostri prodotti turistici con una ricaduta eccezionale, tale da incrementare di circa il 30% la presenza del Lazio e della Tuscia, nei cataloghi dei buyers,  ma anche con una presenza costante di giornalisti della stampa specializzata, che hanno presentato il volto turistico della provincia di Viterbo attraverso migliaia di articoli, ma anche di servizi televisivi sia in rai che reti private.

 Infine, conclude Peparello, bisogna approfittare di questi momenti favorevoli, dove ci sono molti visitatori sia italiani che stranieri, e soprattutto di visitatori che per la prima volta scoprono il nostro territorio, facendogli trovare una accoglienza e servizi all’altezza  della situazione, sia da parte degli enti locali che dei privati, sarà la nostra cartina al tornasole per il futuro avendo investito in pubblicità tra l’altro a costo zero.”

 

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