Ligabue a Sutri, le opere e la storia dell’artista presentato a Palazzo Doebbing

L'evento si apre con l'intervento introduttivo di Vittorio Sgarbi, critico d'arte e sindaco del comune della Tuscia, che si dilunga presentando gli ospiti e ponendo una nota di rilievo sull'operato di un artista di inestimabile valore come Ligabue.

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Ligabue sbarca al palazzo Doebbing di Sutri in una conferenza dedicata alla sua arte ma, soprattutto, al suo personaggio e alla sua storia.

L’evento si apre con l’intervento introduttivo di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e sindaco del comune della Tuscia, che si dilunga presentando gli ospiti e ponendo una nota di rilievo sull’operato di un artista di inestimabile valore come Ligabue. Presenti alla conferenza il presidente della fondazione Ligabue, Augusto Tota, Carlo  Vulpio (giornalista del corriere della sera e autore del libro dedicato all’artista intitolato “Il genio infelice” ), l’ex sindaco di amatrice Sergio Pirozzi e l’attore Flavio Bucci, interprete di Ligabue nell’omonimo film del 1977.

Apre le danze Augusto Tota, presidente della fondazione Ligabue, presentando l’artista partendo da un taglio biografico che ne evidenzia la vita e la personalità complessa e travagliata, come complesse erano le sue modalità di espressione artistiche, profondamente legate e dipendenti dal suo stato emotivo e dal suo desiderio di espressione. L’intervento tocca le prime esperienze di Tota come primo “compratore e venditore” (e reale scopritore) dell’arte di Ligabue e, soprattutto, come suo ponte umano con il mondo esterno e con tutte i suoi complessi coinvolgimenti.

Prosegue l’intervento Carlo Vulpio, ragionando sulle radici di nascita dell’artista, dall’essere figlio di una madre cacciata dalla propria comunità e senza padre all’emarginazione scolastica, andando per il suo amore e desiderio, per sempre insoddisfatto, per il genere femminile, o l’epilessia, malattia che lo porterà ad essere rinchiuso in manicomio sotto il regime fascista. Il trascorso dell’artista si ricollega con la sua natura tormentata, con la sua arte “Con i suoi occhi Ligabue indagava il mondo esterno, da cui veniva continuamente emarginato, e indagava se stesso, a conferma dei molti autoritratti presenti nella sua collezione” per poi proseguire “Ligabue è il figlio di un’epoca tormentata”, quella del 900, distinta da guerre, totalitarismi e catastrofi che in quell’epoca più che in altre hanno segnato la storia dell’uomo.

“Quello che mi colpisce di più è l’incredibile bellezza di questa pittura” , commenta Bucci osservando e commentando le opere dell’artista nato a Zurigo, opere dalla natura apparentemente naif che portano in realtà in sé la maturità e l’aggressività di un artista estremamente “alternativo”, presentato oggi con completezza presso il palazzo Doebbing in ogni sua sfaccettatura, sembianza e dimensione.

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