Infuria di nuovo la polemica sullo sconclusionato rave party d'agosto

L’inchiesta di un quotidiano fa emergere nuovi elementi a carico del Ministero dell’ Interno. Ora occorre la verità!

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Non è un bel momento per le forze di maggioranza, aspramente divise sull’estensione del green pass e sulle contraddizioni del reddito di cittadinanza. Dai giorni torridi di Ferragosto riemerge infatti il vergognoso rave party che vide per quasi una settimana diecimila giovani sballati spadroneggiare con i loro camper e provocare danni in una vastissima area di proprietà privata che sorge sulle rive del lago di Mezzano, a cavallo tra Lazio e Toscana e appartenente alla provincia di Viterbo.

giovanni masotti
Il Direttore Giovanni Masotti

La questione delle responsabilità di quella sguaiata invasione torna alla ribalta attraverso un’ inchiesta del quotidiano “La Verità “, di cui vi abbiamo parlato in altra parte del nostro giornale. Ebbene, se fosse vero quello che ha ricostruito e scritto il foglio milanese di Belpietro, verrebbe fuori una connivenza tra le forze dell’ ordine, pilotate da Roma, e i protagonisti di quello scempio estivo a base di musica tambureggiante, alcol e droga. Carabinieri e polizia, infatti, scortarono nottetempo il lungo corteo dei ravers che si infilava negli ampi territori scelti dagli organizzatori dell’ happening. Le forze dell’ordine, informate su tutto, monitorarono l’ evento ma si limitarono a questo: senza intervenire e senza impedire che si compiesse il misfatto. Localmente si chiese un’azione di repressione preventiva, ma dal Viminale si rispose stabilendo che occorreva soltanto una discreta attività di controllo.

Una ricostruzione, quella fatta da “La Verità”, che – se confermata ufficialmente – getterebbe pesanti ombre sull’ operato della ministra dell’ Interno Lamorgese, già nel mirino di Lega e Fratelli d’ Italia ma anche di Forza Italia. Una cosa è certa: la polemica sullo scriteriato rave party nella zona di Valentano è tutt’ altro che spenta. In molti continuano a chiedere che venga fuori la verità su quei brutti giorni di agosto e spingono perché vengano portati alla luce gli ordini che da Roma furono impartiti alle forze dell’ ordine operanti sul posto. È sacrosanto reclamare la verità e incalzare il governo perché si diradino le cortine fumogene su quel crimininoso evento che causo’ anche la morte di un giovane e gravi danni al territorio. Insomma, basta con i silenzi pelosi. E con l’ omertà.

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