Arena: "Se dovesse servire, la decisione spetta al Prefetto in accordo con il sindaco"

L’incongruenza: con il coprifuoco esercizi commerciali aperti? Per chi, se nessuno può circolare?

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Giovanni Arena
Il sindaco Giovanni Arena

 

“La questione è stata superata, il Governo ha aggiustato il tiro”.

Così Giovanni Arena che non ci stava a dover fare la parte del sindaco ‘sceriffo’ perché “il Governo intendeva demandare le scelte impopolari ai primi cittadini”.

La vicenda è oramai nota a tutti. Conte nell’illustrare il nuovo Dpcm affibbia ai sindaci l’onere di ‘disporre la chiusura al pubblico, dopo le 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private’.

Immediata la reazione dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) che, tramite il presidente nonché sindaco

Antonio Decaro, si fa portavoce delle proteste dei rappresentanti degli enti locali con il ministro per gli Affari regionali Boccia.

“Il Governo ha spostato la mira – rimarca Arena – e la responsabilità di tali decisioni sarà dei Prefetti in accordo con i sindaci”.

“Anche perché l’eventuale chiusura interesserebbe luoghi ritenuti a rischio assembramento e pertanto afferenti al tema dell’ordine pubblico, di competenza quindi dei rappresentanti governativi sul territorio”.

Oltre all’imbarazzante figura del passo indietro del governo giallorosso a poche ore dalla divulgazione del decreto, ci sembra di rilevare un’incongruenza nella parte relativa al coprifuoco.

Se dalle ore 21 alcune vie e piazze saranno soggette a tale provvedimento, che restano a fare aperti gli esercizi commerciali in quelle zone?

O non abbiamo capito il senso del provvedimento o non è chiaro cosa si intenda per coprifuoco.

 

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