L’indice Rt sale e scende, i tamponi sono lenti e l’Albo Pretorio scompare: in che mani siamo?

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Mentre a Viterbo gli incontri tra i vertici istituzionali si succedono al ritmo di jukebox, tanto da far pensare ad insoluti tornei di burraco, in Asl non si scherza ed il piglio del protagonista, all’occorrenza eroe, investe più di uno.

È notizia di tre giorni fa che il Drive-In al Riello, intorno alle 17-17,30, sia stato sgombrato addirittura dai Carabinieri: forse troppa gente, forse altro, ma è sopraggiunto un veterinario, sì, un veterinario, qualificatosi come Capo TOC ed assistito dall’immancabile, onnipresente, ex Direttore Generale della Viterbese Calcio (non si comprende a che titolo intervenisse l’ex uomo di fiducia di Pipino, non il Breve, ma ex Commissario Straordinario prima di Aloisio), che ha pensato a ricucire lo strappo tra Benemerita, Asl ed utenti.

Un tutto assai strano in questa altrettanto strana “prevenzione” viterbese: perchè il Supremo Capo TOC non è un medico? Nessun personalismo professionale verso il veterinario, ci mancherebbe, ma si sta affrontando una pandemia e solo per logica opportunitá è da ritenersi che l’ ormai sfiorito Direttore dello SPRESAL avrebbe dovuta alzare la voce, farsi sentire, puntare i piedi, essere all’altezza della gestione di vere competenze, riappropriandosi con decisione di praticitá misteriosamente assunte da altri.

Insomma, se nella melma della “Prevenzione” affonda la credibilitá della gestione anti-Covid, facendo una capatina a Belcollege si varcano le porte dell’Ade. Sono troppe le persone contagiate: Medici, Infermieri, OSS, con pressochè nessuna attenzione a fenomeni critici clamorosamente sottostimati. Non ci sono, ad esempio, le barelle di biocontenimento (quelle idonee al trasporto del paziente contagiato in modo contenitivo), eppure esistono i “passaggi misti” per pazienti SARS-CoV2 e pazienti (ancora, e chissá fino a quando) negativi, come quel lungo corridoio che unisce i due blocchi D/B. Situazioni apparentemente insanabili, che espongono sì i pazienti, ma pure gli operatori.

In proposito cosa puó dirci il Responsabile SPP? Beh, quando ha allestito il Labirinto del Luna Park Cittadella, con prot. 71777 ci aveva consegnato un indice RT pari a 2 fin dal 27/10/2020, ma noialtri, solo coi numeri, non siamo tra i primi 10, siamo proprio nella top ten. Così suona diverso.

Alla costante ricerca dell’impresa, a cadenza quotidiana, si viene ammorbati da numeri (positivi, negativi, negativizzati, quasi positivi, miracolati) idonei solo a confondere ed intimorire la gente. Scrivono in apertura dell’editto: oggi tot positivi, tot ricoverati, tot deceduti ed alla fine partecipano il numero dei tamponi. Ergo: tutti rapportano i positivi al numero dei tamponi fatti il giorno avanti, mentre invece chissà di quale giorno sono gli stessi. E pensare che tutto dipende e dipenderá da questo indice RT, che sembra viaggiare sulle Montagne Russe (che Luna Park sarebbe altrimenti?): da 2 (Codogno) ad 1,6 (cosiddetta zona gialla), poi scende, poi risale… eppure dovrebbe esserci una figura professionale incaricata della sua elaborazione, o no? Istintivamente pensiamo alla Epidemiologa della Asl, la dottoressa Angelita Brustolin, altra costola del Dr. Augusto Quercia, ma tutto tace, pardon, è stato reso invisibile da venerdì l’Albo Pretorio on line.

E tutto questo avviene nonostante la Asl abbia ormai a disposizione “l’uomo della Provvidenza”: l’Ingegnere Informatico che, in 4 anni e 16 delibere, siede ai vertici aziendali. Al guasto non crede più nessuno, forse, e lo sottolineiamo, l’esito di qualche concorso, ovvero avviso interno dell’ultim’ora doveva rimanere paludato fino all’elezione del nuovo Direttore Generale. Ed infatti ieri, appena dalla Regione è arrivata la conferma che Sua Maestá Daniela Donetti (ormai il suo è un regno) il sito è tornato magicamente a funzionare, solo che si vedevano le delibere fino ad ottobre.

Viterbo assume di ora in ora sempre più le sembianze di Fort Alamo, aspettiamo l’ennesimo vertice dei soloni, incrociamo le dita, ascoltiamo con attenzione i proclami, ma soprattutto il “bartalissimo”: gli è tutto da rifare!

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