L’Isde chiede un rifornimento di acqua potabile a Caprarola e Ronciglione con sistemi alternativi

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acqua rubinetto talete

L’Isde chiede un rifornimento di acqua potabile a Caprarola e Ronciglione con sistemi alternativi

L’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde ( International society of doctors for the environment) di Viterbo si vede costretta ancora una volta ad esprimere grande preoccupazione circa l’approvvigionamento di acqua per le popolazioni di Caprarola e Ronciglione .

Come attestato infatti dalla documentazione ricevuta dalla Asl di Viterbo – in relazione anche ai giudizi sulla qualità delle acque, emessi dal Dipartimento di Prevenzione-Servizio Igiene, Alimenti, Nutrizione, Acque Pubbliche della Asl di Viterbo per l’anno 2019 – e dalla documentazione pervenuta dall’Istituto Superiore di Sanità, relativa agli anni 2018 e 2019 per l’acquedotto comunale di Caprarola, le popolazioni di questi comuni continuano ad essere prive nel periodo relativo alle analisi, di acqua potabile totalmente sicura per l’uso umano.

Dalla disamina delle documentazioni si rileva infatti il persistere nelle acque captate ed erogate di Fitoplancton e Cianobatteri -in particolare del Planktothrix rubescens – detto comunemente Alga Rossa- e anche del Limnothrix Redekei; nell’ordine compreso da centinaia di milioni a migliaia di cellule per litro.

Si evidenziano inoltre diversi superamenti del valori di parametro per l’Arsenico – elemento cancerogeno certo di classe I secondo la classificazione dell’Agenzia internazionale sul Cancro-Iarc e con azione tossica anche come interferente endocrino -.

La grave situazione di degrado della qualità delle acque del lago di Vico come fornitore di acqua potabile e l’ inadeguatezza dei sistemi di potabilizzazione dei due comuni circumlacuali persiste da oltre un decennio come attestato già nel “Memorandum” redatto nel 2009 dalla Asl di Viterbo (in allegato) e anche dal mantenimento e dalla reiterazione delle ordinanze di non potabilità delle acque per uso umano nei due Comuni (nel comune di Caprarola, risulta in vigore, come da sito della Asl di Viterbo del giorno 11maggio 2020 http://www.asl.vt.it/Cittadino/arsenico/localita.php?ms=caprarola, l’ordinanza di non potabilità n. 92 del 28 dicembre 2012 e nel comune di Ronciglione risultano in vigore le ordinanze: rete idrica lago di Vico- Ordinanza n.11 del 19 gennaio 2015 e rete idrica Fogliano ordinanza n.135 del 25 luglio 2017 http://www.asl.vt.it/Cittadino/arsenico/localita.php?ms=ronciglione

L’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo nel mese di febbraio u.s. ha nuovamente segnalato questa situazione alle competenti istituzioni riproponendo gli interventi necessari ed urgenti per avviare il risanamento dell’ecosistema del lago di Vico e tutelare così la salute delle persone, in particolare dei bambini, di seguito elencati:

– cessazione della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

– avvio in tempi rapidi di una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti;

– costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;

– bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione;

– intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva regionale del lago di Vico;

– immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre veramente efficace delle acque in relazione alle loro criticità e ricerca di nuove falde di captazione;

– costante e approfondito monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;

– nuove indagini e monitoraggio delle sostanze tossiche e cancerogene già rilevate nei sedimenti del lago;

– biomonitoraggio per contaminazione da sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e in particolare per le piante di nocciolo coltivate in prossimità del lago;

– informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;

– inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;

– screening gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto “effetto cocktail” determinato dall’esposizione contemporanea a più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago, anche se entro i limiti di legge, in particolare: cianobatteri, microcistine algali, arsenico, metalli pesanti e pesticidi.

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