Liste d’attesa “fuorilegge”? Si può accedere al privato pagando solo il ticket

Una legge del 1998 dispone che se i tempi d'attesa superano quelli previsti per legge si può accedere al privato pagando solo il ticket

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Uno dei problemi più gravi che affligge i malati del viterbese come del resto di tutto il Lazio, è sicuramente quello delle liste d’attesa.

Mesi e mesi, a volte anni di tempo per accedere a prestazioni diagnostiche o visite mediche, prenotazioni che si procrastinano a data da destinarsi, liste bloccate per le troppe richieste.

Una prassi ormai consolidata che cozza, inevitabilmente, con il diritto alla salute garantito per legge.

Contro questa annosa piaga però, è stata approvata una norma nel 1998 che pochi conoscono ma che è di fondamentale importanza soprattutto per i malati gravi che non possono permettersi visite private.

In base all’articolo articolo 3 – 13° comma – del decreto legislativo 124/1998  si stabilisce che il paziente può richiedere la stessa prestazione di cui necessita in un clinica privata, senza però dover pagare dei costi extra rispetto al ticket sanitario.

LE MODALITA’

Se i tempi previsti per legge per ottenere una prestazione (30 giorni per le visite mediche specialistiche, 60 giorni per gli esami diagnostici) vengono superati, il paziente potrà far valere il proprio diritto con una semplice richiesta – tramite raccomandata a/r – al direttore sanitario dell’ospedale.

Nella nota inviata bisognerà specificare che: non potendo usufruire della prestazione sanitaria nei tempi previsti dalla legge si chiede che questa venga effettuata in regime di attività libero-professionale intramoenia.

Nella richiesta vanno indicati i dati anagrafici il tipo della prestazione richiesta e la data della prenotazione.

Sarà obbligo del direttore sanitario garantire lo svolgimento della visita medica o dell’esame diagnostico in tempi rapidi, senza ulteriori spese a carico del richiedente che dovrà versare solo il corrispettivo del ticket. L’eccedenza sarà corrisposta dal Servizio Sanitario Nazionale.

In definitiva, quando la prestazione è urgente ed è incompatibile con i tempi di attesa, è diritto del malato chiedere che l’ospedale garantisca la visita specialistica medica in intramoenia pagando solo il ticket oppure, in assenza, potrà recarsi dal medico privato e poi chiedere il rimborso all’Asl.

Insomma una legge ottima che garantisce il diritto alla salute ma purtroppo poco conosciuta. Forse bisognerà ricorrere al sempre efficace metodo del passaparola per abbattere, una volta per tutte, l’ odiosa piaga odiosa delle liste d’attesa.

 

 

 

 

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