L’Italia, contro il Galles, è divisa tra opportunismo e voglia di vincere

Oggi pomeriggio, contro Bale e compagni, sarà più utile perdere che vincere. Opportunismo o record, a Mancini la scelta.

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Italia

Una competizione con gironi e fase a eliminazione diretta organizzato come l’europeo di quest’anno, presuppone che, ogni squadra, davanti a sé, abbia un percorso ben delineato. Nella formazione delle tappe di ogni nazione spesso non si è padroni del proprio destino, perché frutto di una serie di eventi lungi dall’essere controllabili nella loro totalità.

Sembra però che non sia questo il caso dell’Italia.

Chiellini e compagni, oggi alle 18:00 potranno scegliere se incamminarsi verso una strada tortuosa di campagna, ma con la testa alta, oppure svoltare verso un’autostrada di facile percorrenza, chinando il capo di fronte ai gallesi.

Vincendo, metteremo in tasca un’altra vittoria fondamentale per la testa, verrebbe raggiunto il record di Pozzo di 30 partite senza sconfitte e avremo lo slancio fisico e mentale per affrontare la fase ad eliminazione diretta con ben altro approccio. Ma, attenzione, con la vittoria o con un pareggio, entreremmo nella parte di tabellone infernale. Agli ottavi dovremmo affrontare una tra l’Ucraina di Shevchenko e l’Austria di Alaba. Ai quarti incontreremmo la prima del ranking mondiale, il Belgio di De Bruyne e, in semifinale, la Francia. Un vero e proprio balzo negli inferi.

Lasciando il passo a Bale e compagni, speculeremo e i record verrebbero meno. Ma entreremmo nella metà del tabellone decisamente più abbordabile. Agli ottavi una tra Russia, Finlandia e Danimarca, avversari decisamente più abbordabili delle controparti ucraine e austriache. Ai quarti l’Olanda, dimostratasi una squadra con più bassi che alti e facilmente dominabile. Infine, in semifinale, una tra Spagna e Inghilterra, apparse finora senza idee ma con un enorme potenziale.

Fare calcoli, nel calcio, è inutile. In un gioco che si basa per la sua quasi totalità sull’irrazionalità, batterlo con il razionale non è solo stupido, è anche controproducente. Nella storia abbiamo visto più di una volta nazionali cambiare faccia nel giro di pochi giorni, simbolo che la testa è fondamentale per sopraffare gli avversari. Anche l’Ungheria di turno può mettere in difficoltà la Francia schiacciasassi. È ora di vincere, a testa alta. Per essere i più forti, devi battere i più forti.

Mancini ci proverà, ma con il giusto turnover. Chiesa per Insigne, Verratti troverà un posto nel centrocampo azzurro e, in difesa vedremo Emerson scalzare l’indiavolato Spinazzola. Appuntamento alle 18:00 all’Olimpico.

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