Lo smartphone nemico della pelle

Telefonini e computer contribuiscono all’invecchiamento precoce del viso. Cosa fare per proteggersi

160
smartphone nemico della pelle

Prima di passare ore davanti al computer o a chattare fissi sullo schermo dello smartphone, è bene sapere che questi strumenti ormai entrati, da padroni, nelle nostre vite, sono nemici giurati della pelle. Sapevamo che i nostri occhi sono le vittime dei pc, ora le più recenti ricerche scientifiche ci dicono che anche il nostro viso subisce effetti dannosi. La causa è la luce blu emessa dai device tecnologici e dai Led che, stando a quanto dicono i dermatologi, produrrebbe danni alla cute addirittura superiori ai raggi UV. I raggi hanno una intensità mille volte superiore a quello che è il comfort visivo.

La luce blu è un nemico più insidioso del sole perché mentre siamo abituati a proteggerci, quando al mare o in montagna, il calore è più forte, soprattutto durante il periodo estivo, invece ci sediamo davanti al computer senza alcuna precauzione, incuranti dei rischi. È stato calcolato che mediamente trascorriamo sei ore al giorno davanti a schermi con luci Led, per un tempo complessivo quindi di tre mesi consecutivi all’anno. I più esposti sono i giovanissimi che vivono in simbiosi con smartphone e tablet. Secondo i dermatologi trascorrere quattro giorni lavorativi di otto ore davanti a un computer, espone alla stessa quantità di energia di 20 minuti al sole di mezzogiorno. L’impatto sulla pelle anche se non evidente nel breve periodo, si manifesta comunque, inevitabile, nel tempo. La luce blu, infatti, può penetrare fino al nostro derma e colpire collagene ed elastina, con relativi danni come rughe, cedimenti cutanei e iperpigmentazione. Tutti fenomeni finora associati esclusivamente a una lunga e non protetta esposizione ai raggi solari.

Già si parla di rughe da smartphone.
Come proteggersi? Innanzitutto gli studi dermatologici consigliano l’uso di anti ossidanti, da assumere tramite integratori alimentari o inserendo nella dieta giornaliera frutta, verdura e pesce azzurro ricco di Omega3. Al momento nessuno ha indicato il limite di esposizione oltre il quale si hanno danni alla pelle. Anche perché se si riducono le ore davanti al computer ma poi si lavora in un ambiente che è illuminato a Led, gli effetti sono simili a una prolungata esposizione allo schermo del tablet. Inoltre non è ancora chiaro se le creme protettive usate per limitare i danni dei raggi solari hanno gli stessi effetti sulla luce blu. È difficile che dire quali tipi di pelle sono più esposte all’impatto di questi raggi. A quanto pare non valgono le regole per l’esposizione al sole dove la pelle chiara è più soggetta a danneggiamenti. Alcuni smartphone e computer hanno sistemi per disabilitare la luce blu, mettendo il dispositivo in modalità notte. Le case farmaceutiche hanno già messo sul mercato creme da computer ma la ricerca è solo agli inizi. D’altronde il fenomeno della crescita esponenziale dell’uso degli strumenti elettronici è recente.

Quindi meno smartphone, meno rughe.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui