Lo “spione da balcone” della Raggi si evolve e diventa “assistente civico”

Fa discutere il bando annunciato dal Governo per il reclutamento di sessantamila volontari che dovranno evitare gli affollamenti

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L’idea degli “spioni da balcone” con i quali la sindaca Raggi, nel primo mese di quarantena, aveva incentivato la delazione tra i suoi concittadini deve essere piaciuta molto al Governo.

Tanto da riproporla con un vero e proprio bando.

Quello che compariva nella pagina twitter di Roma Capitale era un invito a segnalare all’autorità “assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole dell’emergenza sanitaria”.

Ora, invece, ci si trova di fronte ad una chiara evoluzione del delatore.

Con il passare dei mesi, infatti, la figura è cresciuta ed è stata investita di maggiori responsabilità: tanto che il “segnalatore” semplice è diventato un vero e proprio “assistente civico”.

Un ruolo ufficiale, consacrato con l’emanazione di un bando ad hoc per reclutare un esercito di volontari che dovranno evitare affollamenti di persone nelle città e nei luoghi di vacanza.

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha firmato un protocollo con il presidente dell’Associazione dei comuni italiani (Anci) e sindaco di Bari Antonio Decaro per la selezione di  60mila persone in tutta Italia addette al controllo dei luoghi più a rischio assembramento con il coordinamento della Protezione civile.

Una sorta di polizia privata legalizzata che, a giudicare dal commento più in voga del momento “vedo gente in giro senza mascherina” dovrebbe sicuramente riscuotere enorme successo.

La geniale trovata partorita dal Governo ha, come di consueto, scatenato inevitabili reazioni.

A partire da quella, stizzita, del Viminale tenuto all’oscuro della proposta che ha dichiarato: «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’ in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio».

 

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