Polemica sul logo della Regione contro la mania del gioco

Lo staff dell’assessore generale Troncarelli è ludopatico? Ha generato un obbrobrio

Insomma per dirla con un esempio pratico: un negozietto di grafica di quelli che lavorano bene (e ce ne sono diversi a Viterbo) per un tozzo di pane l’avrebbe fatto più bello e più attinente allo scopo!

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Da sinistra a destra, Enrico Panunzi e Alessandra Troncarelli

sagginiViste le continue segnalazioni sulla crescita quasi esponenziale dei patiti delle slot machine, la Regione Lazio ha pensato bene di cimentarsi nel tentativo di arginare il preoccupante problema. E la nostra prode compaesana Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali, è stata incaricata di cercare e trovare un’ideona per arginare questa piaga.

C’era da inventare un qualcosa di non banale. Un’ideona – ripetiamo – all’ altezza della cifra, non di poco conto, destinata allo scopo. Premettiamo che la nostra eroina è nata il 16 luglio, segno zodiacale del Cancro. Per alcuni testi che studiano i segni zodiacali, chi viene alla luce in questo giorno del mese di luglio è romantico e ha sviluppate capacità mentali. Però, talvolta, razionalità ed emotività entrano in conflitto. Non sappiamo dunque se per razionalità o per emotività, fatto sta che l’incarico di studiare una soluzione alla questione è stato affidato con una certa leggerezza dalla Troncarelli al suo staff (“giovane e inesperto”, spifferano le malelingue), che ha pasticciato un bel po’ e alla fine ha partorito un vero e proprio ridicolo sgorbio, che dovrebbe servire – ma figuriamoci – a spaventare tutti gli aspiranti ludopatici! E sai che paura… Adesso se chi legge è seduto, e si sente bene, vi riveliamo anche la cifra che è stata stanziata per tale mirabolante Sono ben 400.000 euro equivalenti a 775 milioni delle vecchie lirette.

Il disegno realizzato, a giudizio di tante persone che lo hanno visto, è inquietantemente brutto. Quelle lettere pesanti come mattoni sono un obbrobrio, quella immagine di slot è anonima, quel segnale di divieto andrebbe bene sui cartelli stradali, non come pretenzioso logo di una campagna.

Insomma per dirla con un esempio pratico: un negozietto di grafica di quelli che lavorano bene (e ce ne sono diversi a Viterbo) per un tozzo di pane l’avrebbe fatto più bello e più attinente allo scopo. Dispiace dover parlare in termini così poco lusinghieri dello staff della bella assessora nostra paesana, ma lei – con la sua ben nota e profonda intelligenza – avrebbe almeno dovuto controllare e scegliere meglio i suoi collaboratori che, probabilmente, non posseggono il gusto e la competenza che ci vorrebbero per portare avanti un progetto così importante e di immagine. Domanda finale che ci permettiamo di rivolgere all’assessora regionale alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli: ma il bozzetto di cotanto disegno lo ha mostrato – prima dell’approvazione – al suo mentore e sostenitore, il potente consigliere regionale Enrico Panunzi?

 

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