Gli strano incarichi del medico falisco fanno riflettere: è tutto in regola?

Lo strano triangolo Asl-Inps-Dottor Catasca: qualcosa non torna

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L’era Covid-19 propone giornalmente casi, episodi, storie, dilemmi e problematiche che mettono a dura prova l’umano ingegno. Ma, come sempre, emerge l’immancabile Ulisse di turno, anzi, l’Odisseo di turno – per dirla come Omero – abile e puntualmente all’erta, poliedrico ed astuto, intelligente e dal “multiforme ingegno”.

Mentre Odisseo scorrazzò per tutta l’epopea post-Troia senza fallire un passo, invece, alla ASL (ovviamente quella di Viterbo) qualcuno si trova a dover fare i conti con l’ignoto. Partiamo allora dalla delibera 1996 (29/08/20): è il passaporto che autorizza il Dr. Roberto Catasca ad espletare un incarico libero professionale nella prevenzione scolastica del SARS-CoV2 per 34 ore settimanali. Dopo appena 1 mese, il Dr. Giuseppe Cimarello (Direttore UOC Cure Primarie in ASL) sic et simpliciter trasferisce il Dr. Catasca a Montefiascone per svolgere attività del tutto aliene da quella della delibera 1996: Protesica, Cure all’Estero, Esenzioni Tickets, Guardia Medica ed Assistenza Sanitaria di Base e con tanto di delega alla firma. Attività che non risultano mai entrate nelle competenze del Dr. Catasca, letto il suo curriculum.

Meraviglia! In questo “gran minestrone primavera”, ove alcun Dirigente Amministrativo Aziendale è intervenuto per sanare un “mostro” giuridico partorito probabilmente dalla scarsa attenzione posta nella procedura (per carità, chiunque può sbagliare, anche il titolato Dr. Giuseppe Cimarello da Montefiascone), avviene che il Dr. Catasca continui a far parte delle Commissioni Mediche presso l’INPS (invaliditá civile, L.104/92, L.68/99). Altra meraviglia!

34 ore alla ASL e Commissioni all’INPS: quanto dura la giornata lavorativa del Dr. Catasca? Costui deve “marcare” elettronicamente l’orario in ASL? Ergo: come riesce ad essere contestualmente presente alle Commissioni Mediche all’INPS? Mistero. Talvolta i coperchi per le pentole non vengono confezionati ed esiste, infatti, un documento proprio dell’INPS (rif. 7080-04.07.2019. 0017798) ove il Direttore Regionale Fabio Vitale, in base alle dichiarazioni di responsabilità (ex art.47, DPR 445/2000), rese dal Dr. Catasca, attesta che per lo stesso “non sussistono situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi” per lo svolgimento dell’incarico di medico di controllo presso la sede INPS di Viterbo. È forse un’altra linea di attività dell’indaffaratissimo professionista?

Comunque vadano le cose, nello specifico tale dichiarazione risulterebbe quest’oggi avere il profumo dei “trenta denari” ma, soprattutto, per le recenti attribuzioni ricevute dal Dr. Giuseppe Cimarello, il dr. Catasca si colloca in una posizione di pericoloso e clamoroso conflitto di interessi. Non solo come “medico fiscale” (qualora avesse il tempo per farlo), ma specialmente circa la sua partecipazione alle Commissioni Mediche INPS: figuriamoci, come impropriamente incaricato dalla ASL nega un’esenzione ticket, magari gli fa una visita fiscale e poi valuta lo stesso soggetto ai sensi della L.104/92, ovvero della L.68/99 (collocamento al lavoro invalidi civili iscritti nelle liste di collocamento).

È assurdo quanto sta succedendo, di certo solo casualmente, ma si sta apertamente sconfinando in ipotesi di reato molto serie nella pubblica amministrazione. Il tutto alla faccia del COVID-19, che non potrà continuare a giustificare anche l’impossibile.

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