Lo Studio Piscopo si conferma la stella polare del nostro sistema termale. Avanti tutta!

Giovedì mattina nella Sala del Consiglio di Palazzo dei Priori, il prof. Vincenzo Piscopo ha illustrato ai consiglieri comunali gli aggiornamenti dello Studio sul Sistema Termale del Bullicame

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sorgente termale

sagginiGiovedì mattina nella Sala del Consiglio di Palazzo dei Priori, il prof. Vincenzo Piscopo ha illustrato ai consiglieri comunali gli aggiornamenti dello Studio sul Sistema Termale del Bullicame, definito ormai con il suo nome. Ricordiamo che fino al 2010 il bacino termale del Bullicame era un perfetto sconosciuto al Comune di Viterbo e a tutti gli utilizzatori. E’ pur vero che erano stati fatti vari studi dal prof. Giuseppe Pagano, ma una analisi di tutto il bacino completa, arrivava solo con il primo studio Piscopo nel 2010.

In quel periodo la reale consistenza del nostro bacino era pressoché sconosciuta. Fu la Regione Lazio che volendo avere notizie precise su questa importante risorsa viterbese, stanziò 200.000 per questo monitoraggio. Il prof. Piscopo ha tenuto una relazione nella quale ha evidenziato le ultime ricerche che hanno incluso nuove campagne per: a) la misura della portata delle emergenze di acque termali del sistema; b) il rilievo delle principali caratteristiche chimico-fisiche delle acque termali; c) la misura della portata dei torrenti che attraversano l’area idrotermale; d) la costruzione di un nuovo modello di simulazione numerica del flusso. Sulla base dell’insieme delle conoscenze acquisite sul sistema idrogeologico è stato possibile elaborare il possibile Programma Operativo di Utilizzo delle acque termali dal sistema, le possibili Misure di Tutela e Salvaguardia delle risorse idriche sotterranee, ed il progetto della rete di monitoraggio e controllo del sistema idrogeologico.   Lo studio divide il nostro bacino in tre grandi settori: settentrionale, centrale e meridionale. Essi sono strettamente interconnessi, e lo studio prevede una portata totale di prelievo massima di acque termali, mediante pozzi che arriva a  70 litri per secondo, come media annua.

Pozze Carletti
Le Pozze Carletti

Il primo settore contiene le concessioni del Bagnaccio, Oasi e Bacucco e dispone di 14-15 litri al secondo. Nel settore centrale troviamo il Pozzetto, S. Albino e Gigliola che dispongono da 31 a 41 litri al secondo. Nel terzo c’è solo il pozzo Paliano che dispone da 15 a 20 litri al secondo. La somma di questi emungimenti è di circa 70 litri al secondo. Tutti i pozzi devono avere obbligatoriamente il misuratore di portata. Il controllo dell’entità dei prelievi dovrà essere effettuato sui volumi annui. Tutte le misure adottate dallo studio, prevedono un periodo di rodaggio e verifica di due anni, al termine del quale sarà possibile confermare o ridefinire gli stessi programmi. Il rischio che si corre qualora venga effettuato, un prelievo superiore a quanto stabilito, è che i due acquiferi sovrapposti, quello termale e quello vulcanico freddo, subiscano un mescolamento con danni notevoli alla qualità delle nostre acque termali. Nei giorni prossimi sarà fatto un esperimento presso le Terme ex Inps per riattivare tramite pompa il pozzo Gigliola, che dovrà servire al progetto preparato da Federterme, per la riqualificazione e la ristrutturazione di quel sito termale chiuso da anni. Il futuro del nostro sistema termale comincia anche da qui

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