L'epidemia Covid-19 ha provocato disturbi psicologici durante le chiusure al 65% degli italiani

Lockdown, un termine che ha portato a seri disturbi mentali. Evitare paure e allarmismi

Anche nella Tuscia come si è sentito dire "mini lockdown" o "verso un probabile lockdown" la gente si è scatenata sui social esprimendo la propria paura

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Quando si sente “Lockdown” tutto il sistema va in panico. Come mai questo termine porta tanta depressione e paura? Il motivo risale alla Fase 1 quando tutto il popolo italiano si è ritrovato “rinchiuso” dall’oggi al domani a causa dei contagi da CovSars2. Dall’oggi al domani tutto ciò che si conosceva è scomparso.

Le persone si sono sentite private della propria libertà, la loro dignità calpestata. Da giorni si parla della ricerca eseguita dall’Istituto Elma Research in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Polonia su un campione 1000 persone dove i dati riportano che l’epidemia Covid-19 ha provocato disturbi psicologici durante le chiusure al 65% degli italiani. I sintomi avvertiti sono l’insonnia, difficoltà a dormire o risvegli notturni – 19% – la mancanza di energia o debolezza -16% – la tristezza o il semplice pianto – 15% – paura -14% – mancanza di interesse – 14% – attacchi di panico – 10%.

Al fronte di queste segnalazioni si continua a urlare ad alta voce “lockdown” scatenando il panico, la tensione e riprovare l’esperienza della Fase 1.  Anche nella Tuscia come si è sentito dire “mini lockdown” o “verso un probabile lockdown” la gente si è scatenata sui social esprimendo la propria paura. Non solo sul web ma anche nei bar e locali non si fa che discutere di questo.

Per il momento si è parlato solo di restrizioni, di chiusure dei locali alle 23 o alle 24, evitare gli assembramenti nelle palestre – non significa non andarci – come non significa che non si possono svolgere attività all’aria aperta – esempio il mondo scout – e altre situazioni. Non si è parlato di chiusure come a Latina o in altri luoghi della Penisola ma si è solo discusso se potrebbe andare in tilt di nuovo la situazione come a marzo.

Si può fare tutto seguendo le misure e così si potranno evitare inutili chiacchiere un domani e di avere continui contagi e non casi. Anche quest’ultima parola purtroppo non è bene concepita per via della mala informazione.

Si intende per casi tutto ciò che comprende guarigioni, decessi, terapie intensive, positvi, contagi e negativi. Anche la questione di scrivere “positivi”/ contagi e/o casi – anche senza farlo apposta – a volte ha provocato tanto panico. Il virus esiste e bisogna convincersi che farà parte delle nuove malattie del millennio e che si potrà contrastare. Ma fare “terrorismo” psicologico come alcuni utenti del web scrivono quello no perchè distruggerebbe qualsiasi cosa… in primis la nostra mente.

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