Loggia del Papa, si aspetta ancora a intervenire e intanto si rischia. E’ giusto?

Adesso i papi sono a Roma, ma il Consiglio Comunale di Viterbo ha deciso che si può attendere. Insomma, un altro capitolo di cose non fatte....

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La Loggia delle Benedizioni o Loggia del Papa, fu fatta costruire nel 1267 per volere di Andrea di Beraldo, Capitano del Popolo. Il manufatto è un elegante ricamo che orna e abbellisce il nostro Palazzo Papale. L’opera aveva due prospetti: uno che guardava verso la Piazza, e un’altro che guardava verso la Valle del Tignoso (oggi Valle Faul). Durante la cattività avignonese la Loggia che guardava verso la Valle del Tignoso, cominciò a dare segni di cedimento, tanto che il 13 agosto del 1235, Giovanni XXII scriveva al Comune da Avignone, invitandolo a restaurare il loggiato, “ridotto in tale stato che il suo cedimento si riteneva imminente”.

L’invito non fu accolto, e dopo qualche anno si provvide a chiuderla con una muratura che però non bastò ad evitare il peggio. Nel 1483 tutta la bella merlettatura che la ornava, rovinò nella Valle del Tignoso.  E oggi ne sono testimoni muti i monconi che ancora si mostrano. Adesso i papi sono a Roma, ma il Consiglio Comunale di Viterbo ha deciso che si può attendere. Insomma, un altro capitolo di cose non fatte, e rimandate, che il sindaco Giovanni Arena forse riuscirà a risolvere nella primavera del 2020. Ci piace ricordare che se dovesse crollare, ci vorranno decenni per rivederla in piedi. Il rischio è dunque forte e i danni sarebbero pesanti. Chi pagherà? Il turismo, naturalmente. Verranno meno turisti. Qualcuno pensa che sia importante? Purtroppo io penso che non gli importi un fico secco a nessuno.

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