L’orologio della Sibilla è riparato e il notaro Mastro Fardo si è placato

Quattro notizie, due buone e due cattive, dal centro storico di Viterbo

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orologio della Torre dei Priori
L'orologio della Torre dei Priori di Piazza del Plebiscito

Ieri mattina passeggiando per il Centro Storico di Viterbo ho scoperto quattro notizie degne di nota. Due buone e due cattive. Cominciamo da quelle cattive, così abbiamo la possibilità di chiudere in bellezza.

materasso abbandonato
Il materasso abbandonato in Via Zazzera

All’imbocco di Via Zazzera, da Via S. Lorenzo, c’è un materasso a due piazze che è in continuo movimento. Sembra che abbia le ruote, perché lo avvistano da più parti. Forse prima o poi qualcuno di Viterbo Ambiente, si muoverà a compassione e trasporterà il materasso nel luogo dei rifiuti ingombranti.

In Via Falcone e Borsellino invece c’è un divano che una volta era bianco. Per chi volesse approfittare dell’occasione, segnaliamo che i cuscini sono da cercare sotto gli alberi dei marciapiedi, e il divano dietro alla siepe a ridosso del muro dell’Ipercoop.

 

Queste le notizie cattive. Adesso, con mia somma soddisfazione, passiamo a quelle buone. Finalmente l’orologio della Torre dei Priori di Piazza del Plebiscito è stato riparato e segna correttamente le ore. Siamo felici due volte. Una volta per noi e una volta per la Sibilla che abita quello strumento. E’ noto che quando l’orologio va male, anche l’amministrazione del Comune vacilla. Ricordate Gabbianelli? Orologio fermo e dimissioni del sindaco.

Chiesa della Madonna della Salute
Chiesa della Madonna della Salute

La seconda notizia degna di nota è che finalmente è stato messo un divieto di sosta sulla piazzetta davanti alla Chiesa della Madonna della Salute, impropriamente chiamata Via della Pescheria. Dovete sapere che in quel piccolo spazio riuscivano a parcheggiare ben sette autovetture. Era una vergogna. L’abbiamo finalmente eliminata.

Sarà felice Mastro Fardo d’Ugolino Notaro in Viterbo che nell’anno 1320, fece edificare quel gioiellino di Chiesa, per redimere le donne che facevano il “mestiere” in Via Valle Piatta. Da quei tempi lontani, sembra che quel luogo abbia in qualche modo ereditato questi costumi. Infatti, in tempi non tanto lontani, prima della legge Merlin, nella stessa via c’era una casa di tolleranza. A Napoli dicono: “Fatte o nnomme e futtetenne”

 

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