Il sindacalista denuncia lo stato in cui sono costretti a lavorare medici ed infermieri, poi sollecita i Nas per un sopralluogo nella struttura

L’ospedale di Montefiascone al TG3, Gubbiotto (Confael): “Un’inutile passerella. Situazione gravissima”

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Egidio Gubbiotto, segretario nazionale del sindacato Confael, torna a parlare in termini piuttosto critici della gestione della pandemia da parte della Asl viterbese: “Abbiamo seguito con molta attenzione – fa sapere Gubbiotto – il video andato in onda sul TG3 Lazio, bellissima passerella non corrispondente alle esigenze della realtà. Chiamarla Medicina riabilitativa COVID con assistenza a bassa intensità è pure utopia. Infatti presso tale unità Operativa vengono ricoverati pazienti in gravissime condizioni, confermate dalle già avvenute morti che sconfessano quanto affermato”.

“Dei 21 infermieri Professionisti promessi e programmati – afferma Gubbiotto – ad oggi se ne nota la presenza di soltanto 19, mentre dei 10 O.S.S programmati e promessi se ne nota la presenza di solo 4 unità. Due soli Infermieri per turno devono gestire l’assistenza COVID per 24 pazienti, tramite la vestizione, quindi, pur protetti, a contatto con il contagio; mentre altri due infermieri gestiscono “l’area pulita” in attesa di fare il proprio turno all’interno delle stanze di degenza. Ciò fa presumere una carenza numerica degli Infermieri stessi, aggravata dalla presenza di una sola unità di O.S.S. nei turni. Tale situazione comporta un grave disagio nella somministrazione del vitto, poiché pochissime unità di pazienti si nutrono da soli. Considerati i tempi limitati per la somministrazioni, collegate alle altre numerose attività assistenziali come terapia, igiene del paziente, cambio biancheria, rifacimento letti etc… alcuni, purtroppo, consumano una minima parte del vitto distribuito”.

“Tale grave situazione – prosegue – potrebbe essere superata tramite la presenza di almeno due O.S.S. per turno. Da quanto ci risulta, soltanto 4-5 pazienti manifestano un minimo di autonomia, mentre gli altri sono totalmente allettati quindi con condizioni tali da risultare non solo non autosufficienti ma neanche collaboranti o parzialmente collaboranti. Pertanto, il quadro patologico fa dedurre l’impossibilità di riabilitazione motoria, nonostante le tanto proclamate palestre per effettuare la terapia riabilitativa”.

“Auspichiamo – dice il segretario Confael – che il direttore di U.O. di medicina ed il facente funzioni non siano a conoscenza di tale situazione, questa sarebbe una grave mancanza, ma ancora più grave sarebbe se essendo a conoscenza di ciò non assumono le dovute e retribuite responsabilità che gli competono”.

“Permanendo, l’attuale status danneggia sia i lavoratori che gli sfortunati pazienti e ci induce a sollecitare l’intervento delle autorità competenti. Il servizio di igiene pubblica – si chiede Gubbiotto – molto impegnato nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, private è mai intervenuto sulle strutture pubbliche della Asl di Viterbo? Se no, per quale motivo? Magari qualche sopralluogo insieme al Nas dei Carabinieri potrebbe darci qualche risposta”.

“L’unica nota positiva in questo “marasma” – conclude – è la dedizione e la professionalità manifestata dagli infermieri e dagli O.S.S. in servizio che, nonostante gli eccessivi disagi, danno il loro migliore contributo per rendere meno sofferente la malattia ai pazienti durante la loro permanenza in ospedale. Essendo un ex infermiere, viene spontaneo dire: bravi! continuate così”.

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