Volantini nei bar per ricavare dei soldi dai cittadini per impugnare l’impianto a Castel Giorgio

Lotta alla geotermia, gli ambientalisti fanno la colletta per il ricorso al Tar

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Manifestanti contro la geotermia si sono radunati a Torre Alfina

Continua la lotta di alcune associazioni in difesa del lago di Bolsena. Per questo sono anche arrivate a chiedere delle donazioni ai cittadini: “Difendiamo il lago di Bolsena e l’Alfina dai rischi sismici e di avvelenamento delle acque. Dai il tuo sostegno al ricorso contro la geotermia a Castel Giorgio”.

Gli ambientalisti lasciano dei volantini nei bar e negli esercizi pubblici dei comuni della parte nord della provincia e dell’Orvietano. Le associazioni contrarie alla geotermia, fanno questo “per contribuire a sostenere le spese per il ricorso al Tar, contro le decisioni del governo di autorizzare l’impianto geotermico di Castel Giorgio”. Al riguardo, “un coordinamento di associazioni e comitati del lago di Bolsena, dell’Alfina e dell’Orvietano ha dedicato un conto bancario specifico su cui disporre il versamento”.

Nel volantino si legge anche che “le donazioni effettuate tramite bonifico bancario o con assegno, sono deducibili dalla dichiarazione delle imposte. Per richiedere ricevuta, contattare via email: bleu@bolsenalagodeuropa.net.

Queste le coordinate su cui fare la donazione: l’intestatario è l’Associazione Bolsena lago d’Europa. L’Iban: IT46C 08851 72910 000000215289. La banca: Tema (filiale di Bolsena). Causale: “Contributo per ricorso al Tar”.

Si ricorda che la lotta degli ambientalisti e dei cittadini per difendere il lago di Bolsena non si limita a contrastare la realizzazione di un impianto geotermico a Castel Giorgio. Ogni giorno, infatti, ci sono gli sversamenti di liquami nelle acque causati da un sistema fognario e di depurazione ormai al collasso. Ne è emblematica la vicenda del Cobalb (in liquidazione), i cui tre operai sono senza stipendi da agosto, e senza attrezzature e soldi per le manutenzioni ordinarie degli impianti. C’è poi la preoccupazione di sindaci e cittadini per la coltura intensiva dei noccioleti. Un’attività agricola molto redditizia, ma che a detta degli esperti è molto invasiva per un ecosistema, come quello del lago di Bolsena, che non si confà alla nocciolicoltura.

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